Digital 2019: analisi del nuovo report di We Are Social e Hootsuite

Puntuali come ogni anno, We Are Social e Hootsuite presentano il report Digital 2019, che vuole dare uno spaccato sullo scenario digitale presentando una ricca serie di dati relativi all’utilizzo di Internet, del mobile, delle piattaforme social e dell’e-commerce.

In questo articolo, presentiamo i dati più importanti ricavati dall’indagine, riflettendo sull’impatto che questi avranno sui comportamenti e sulle strategie di comunicazione e di vendita delle aziende.

MONDO

Internet

A livello globale, nel 2018 gli utenti internet hanno raggiunto quota 4,3 miliardi (il 57% della popolazione mondiale), registrando un incremento di 367 milioni di nuovi utenti, cioè circa un milione in più ogni giorno. Quasi 4 miliardi navigano frequentemente da mobile (il 52% della popolazione).

La popolazione globale spende circa 6 ore e 42 minuti su Internet ogni giorno, circa la metà via mobile e circa un terzo sui social network.

Interessanti anche i dati relativi ai contenuti in streaming: il 92% della popolazione guarda video online, il 53% riproduce contenuti TV su Internet, il 30% gioca online e il 23% guarda altri gamers giocare online. A dimostrazione che il gaming è un mondo da non sottovalutare.

Social media

Gli utenti attivi sui social hanno superato i 3,4 miliardi (il 45% della popolazione mondiale) con un incremento di 288 milioni rispetto all’anno precedente. Il tempo trascorso quotidianamente sulle piattaforme social è di poco superiore alle due ore.

Facebook resta la piattaforma ideale per l’advertising, con un audience di oltre 2 miliardi di utenti. Seguono Instagram con 895 milioni, LinkedIn con 604, Snapchat con 307 e Twitter con 251. Instagram si piazza invece al primo posto per quanto riguarda il numero di nuovi utenti (+38 milioni), seguito da Facebook (+37 milioni).

Su Facebook, i video restano la tipologia di contenuto preferita dagli utenti con un engagement rate del 6,03%. Seguono le immagini (4,48%), i link (3,01%) e i post di solo testo (2,01%). Questa tendenza va probabilmente di pari passo con il miglioramento delle performance di velocità delle connessioni.

E-commerce

Nel 2018, l’84% degli utenti Internet ha cercato un prodotto o servizio online e il 75% lo ha effettivamente acquistato (oltre la metà via mobile). I beni di consumo sono stati acquistati online da 2,8 miliardi di persone (con un aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente). “Amazon” è stata la parola chiave maggiormente digitata su Google dagli utenti interessati ad effettuare acquisti online.

ITALIA

Internet

Nel 2018, hanno navigato su Internet 54,8 milioni di italiani, ossia il 92% della popolazione (11 milioni in più rispetto all’anno precedente). Circa 50 milioni sono gli utenti che navigano via mobile, ossia l’85% della popolazione.

Gli italiani spendono circa 6 ore e 4 minuti su Internet ogni giorno – e solo la metà davanti alla TV – trascorrendo circa un terzo del tempo sui social network. La stragrande maggioranza degli utenti (l’88%) accede ad Internet almeno una volta al giorno. In breve: quasi tutti gli italiani navigano online per oltre 6 al giorno, tutti i giorni.

Per quanto riguarda i contenuti streaming, il 92% degli italiani guarda video online, il 43% riproduce contenuti TV su Internet, il 16% gioca in modalità streaming live e l’11% guarda altri gamers giocare online.

Infine, quasi un italiano su tre (il 30%) sfrutta i comandi vocali e le potenzialità offerte dalla ricerca vocale.

Social media

Sono 35 i milioni di italiani attivi sulle piattaforme social (+2,9% rispetto all’anno precedente), con ben 31 milioni di persone che vi accedono da mobile (+3,3%). Il 98% di chi è iscritto ad una piattaforma social la usa su base mensile e tre utenti su quattro (il 74%) interagiscono attivamente con i brand e gli altri iscritti. Il tempo trascorso quotidianamente sui social è di poco inferiore alle 2 ore.

Le piattaforme social più attive sono YouTube e Facebook (che comprende anche WhatsApp e Instagram). L’app di messaggistica preferita dagli utenti è WhatsApp.

Per quanto riguarda l’advertising, la situazione italiana riflette quella globale: Facebook, al primo posto, conta un’audience di 31 milioni, seguiti dai 19 di Instagram, i 12 di LinkedIn, i 2,5 di Snapchat e i 2,3 di Twitter.

Anche la preferenza globale per i contenuti video su Facebook viene confermata dai dati relativi all’Italia: questi generano infatti un engagement rate 5,95%. A seguire le immagini (4,39%) e i link (2,44%). I post di solo testo generano invece un engagement rate molto più basso rispetto alla media globale (solo lo 0,09%). Questo riconferma la necessità di combinare testo ed elementi multimediali per catturare l’attenzione degli utenti.

La fascia d’età 25-34 anni è la più presente sulle piattaforme social. Per i brand è quindi indispensabile conoscere non solo queste piattaforme, ma anche i pattern comportamentali e gli stili di vita di chi li popola. Una strategia realmente efficace si basa sulla creazione di contenuti in grado di stimolare l’interazione con gli utenti.

E-commerce

Nel 2018, l’86% degli utenti ha cercato un prodotto o servizio online e due su tre (il 75%) l’hanno effettivamente acquistato. Contrariamente al trend europeo che vede la maggior parte degli acquisti online effettuati via mobile, il 53% degli italiani ha preferito acquistare via PC.

Le categorie merceologiche più in crescita sono quelle relative al cibo e alla cura della persona (+18%), seguite dall’arredamento (+16%) e, a pari merito, elettrodomestici e moda (+13%). 38 i milioni di persone che hanno acquistato beni di consumo online.

Infine, anche in Italia “Amazon” risulta essere la chiave di ricerca per lo shopping maggiormente digitata su Google.

INTERNET TRENDS

Sia We Are Social che Hootsuite hanno provveduto a contestualizzare questi dati evidenziando i diversi trend in atto (ne abbiamo approfonditi alcuni in questo recente articolo): dal trionfo delle stories all’utilizzo della chat come nuova frontiera del Customer Service, dalla ricerca prodotti su Instagram all’utilizzo della Realtà Aumentata per personalizzare l’advertising e rendere l’esperienza online più coinvolgente. Le piattaforme social dovranno impegnarsi per riguadagnare la fiducia persa dopo lo scandalo Cambridge Analytica, mentre i brand più innovativi continueranno ad investire in nuove tecnologie quali Voice Search, Intelligenza Artificiale e Social Commerce. Infine, le aziende che attuano campagne di Influencer Marketing dovranno impegnarsi per garantire una maggiore trasparenza.

 

Debora,
Web Content Editor

9 tendenze di graphic design da tenere d’occhio nel 2019

Il 2018 è stato un anno meravigliosamente ricco di nuove tendenze in ambito grafico (e non solo).

Mentre tiriamo le somme cercando di capire quali di queste tendenze hanno convinto di più il grande pubblico, non possiamo fare a meno di chiederci: cosa ci riserverà il 2019? Naturalmente è difficile immaginare il mondo di domani e prevedere con certezza quali saranno le decisioni di brand, designer e creativi. Il mondo del design è un ecosistema complesso, ricco di stili variegati e affine a numerose altre discipline – fotografia, editoria, pubblicità e motion design solo per nominarne alcune – che influenza e da cui si lascia influenzare.

Ciononostante, ci si può fare un’idea abbastanza accurata su quali saranno le idee, i movimenti e le tendenze grafiche che daranno forma all’avvenire osservando e studiando il panorama attuale, e in particolare:

  • cosa stanno facendo i grandi brand
  • quali alternative stanno testando i principali competitor
  • quanto, come e cosa stanno sperimentando i creativi
  • cosa sembra funzionare e cosa no

L’elemento grafico è spesso il primo a colpire il consumatore, in modo inconscio e istintivo. Per questo chi si occupa di graphic design deve curare l’aspetto visivo – dal web agli annunci pubblicitari, dall’editoria al packaging – in modo da assicurare al consumatore un’esperienza unica e sorprendente.

Nel 2019, brand e creativi rielaboreranno motivi e stili del passato, sperimentando allo stesso tempo nuove tendenze, anche grazie agli apporti di nuove tecnologie quali Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata. Questo perfetto mix di nostalgia e futurismo si manifesterà con tavolozze vivaci, geometrie scomposte, caratteri audaci, contrasti e transizioni.

Scopriamo quindi insieme i principali trend grafici che renderanno la produzione creativa del 2019 ancora più ricca e diversificata.

1. 3D

L’effetto 3D è in voga già da diverso tempo e piace pressoché a tutti: ai designer perché consente loro di sperimentare con forme e colori, agli osservatori perché trasmette un senso di profondità e di attesa, quasi come se fosse un invito a scoprire cosa si cela sotto la superficie. Pare che quest’anno assisteremo al boom della tipografia in 3D, soprattutto nei loghi:

3D-netbee-logo

Khatt Phatt

composizione-3D

Roman Bratschi

 

2. Colori vivaci e influenze futuristiche

Gli scorsi anni hanno visto il trionfo di toni pastello e tinte piatte. Quest’anno, invece, pare che saranno i colori accesi e vivaci a farla da padrone. Nel tentativo di distinguersi dalla concorrenza, brand e designer opteranno per l’utilizzo di palette sature e luminose, nonché di contrasti, transizioni e gradienti capaci di conferire un senso di tridimensionalità e movimento:

BBC-Two

Kijek / Adamski

Apple-music

Apple

Via libera anche all’utilizzo di forme geometriche, effetti olografici e trame “futuristiche”:

Holographic-business-cards

MAI CREATIVE

color-channels

Sonyah Park

Altro grande protagonista sarà Living Coral, il colore dell’anno annunciato da PANTONE:

Living-coral

Studio—JQ ∆

 

3. Effetto metallico

L’interesse per l’effetto 3D e l’abbandono delle tinte piatte si manifesterà anche tramite l’utilizzo di colori ed effetti metallici. Questi conferiranno maggiore profondità agli elementi rappresentati, facendoli apparire più luminosi e realistici. L’effetto metallico influenza già da tempo anche il mondo della grafica editoriale e del packaging, soprattutto in ambito Luxury:

metallic-packaging

TATABI Studio

metallic-decoration

Vanya Silva

 

4. Pattern e illustrazioni retro

A volte ritornano: i colori della Pop Art, le geometrie Art Deco e i pattern irregolari tipici degli anni ’50 e ‘80 stanno riconquistando i designer di vari ambiti, dalla moda alla grafica, passando per l’interior design:

terrazzo-granite

Helene Vetik

Anche l’effetto marmorizzato è protagonista di un recente revival:

marble-popcorn

TATABI Studio

 

5. Composizioni aperte

Sembra che la tendenza ad inserire elementi all’interno di cornici e spazi chiusi verrà messa da parte per un po’. Nel 2019, i designer preferiranno giocare con composizioni aperte, cioè quelle che mostrano solo una parte dell’intero design, lasciando il resto all’immaginazione. Apparentemente confuse e caotiche, queste composizioni sono in realtà studiate nel minimo dettaglio per trasmettere un senso di continuità e, al tempo stesso, imprevedibilità:

Open-composition

Vasjen Katro

open-composition-colors

Maria Grønlund

 

6. Anti-gravità

L’utilizzo di elementi fluttuanti che si muovono e interagiscono tra loro dentro e fuori la cornice trasmette un senso di libertà, anti-gravità e profondità. Gli elementi fluttuanti rendono il prodotto protagonista e sono in grado di attrarre più facilmente l’attenzione dell’utente:

Floating-juice

Dani V. Sanchez

floating-cup

Piotr Szmilyk

 

7. Caratteri grandi

Il luogo comune che vede testo e grafiche come elementi separati è ufficialmente morto. La nuova sfida sta infatti nel capire come farli interagire, in modo tale che si supportino e risaltino a vicenda dando vita a un insieme coerente e audace. Così il testo non è più un optional, ma diventa una parte essenziale del design:

Coloured-typography

Mónika Rudics

typography-big

Tim Tijink

 

8. Illustrazioni personalizzate

Le illustrazioni personalizzate e disegnate a mano sono originali, divertenti e garantiscono un alto grado di differenziazione. Sono infatti in grado di trasformare qualsiasi design in un pezzo unico. Per questo si preparano a sostituire – almeno in parte – le foto stock, da molti considerate inflazionate e poco autentiche:

coloured-illustrations

Mireldy

memphis-illustrations

Mateja Kovac

 

9. Minimalismo

Background semplici e monocromatici risalteranno gli oggetti disposti ordinatamente in primo piano, i veri protagonisti del design. Less is more: le composizioni minimaliste assicurano semplicità, eleganza e creatività:

minimalist-packaging

Sebastian Bednarek

minimalism-ice-cream

Alan Bur

In sostanza, il 2019 sarà un anno ricco di esperimenti e contrasti per brand e designer. Da un lato l’invito a esplorare aree di recente evoluzione come IA e RA, dall’altro il ritorno a tendenze – rimodernate – del passato. Per ottenere un design che funzioni sarà necessario testare e mescolare diversi colori, font, forme ed elementi.

 

Foto di copertina di Maria Gronlund

 

Debora,
Web Content Editor

Social media marketing: perché è importante e i trend del 2019

Oltre 3 miliardi di persone usano frequentemente i social media per condividere foto e video, informarsi su nuovi prodotti e servizi, interagire tra di loro e con i brand. E questo numero cresce di anno in anno, a dimostrazione che i social media non sono affatto un fenomeno passeggero.

I grandi marchi sperimentano già da anni i benefici che il corretto utilizzo di questo nuovo canale di comunicazione (e di vendita) è in grado di apportare alla strategia di marketing globale dell’azienda. Al contrario, molte piccole e medie imprese tuttora faticano a comprendere a pieno le potenzialità di questo strumento in termini di brand awareness, interazione con l’utenza, lead generation e opportunità di vendita. Spesso per pura diffidenza (Mi serve davvero una presenza sui social?), altre volte perché non dispongono di risorse umane e finanziarie sufficienti per gestirne internamente le logiche, faticando quindi a capire quali contenuti pubblicare o a quale target audience rivolgersi.

Numerosi studi dimostrano comunque che l’implementazione di una strategia di social media marketing ben pianificata risulta vantaggiosa per pressoché tutte le aziende che ne fanno uso. La risposta quindi è sì, alle aziende serve davvero una presenza sui social. Non esiste, però, una ricetta universale per il successo: perché il loro utilizzo sia efficace è necessario che le imprese individuino correttamente gli obiettivi da raggiungere e le piattaforme più adatte alla concretizzazione di tali scopi.

Perché le aziende dovrebbero realizzare una strategia di social media marketing

I vantaggi che le imprese possono ottenere dallo sviluppo di una strategia di social media marketing efficace sono numerosissimi: dalla riduzione dei costi pubblicitari rispetto ai media tradizionali alla possibilità di ottenere dati e statistiche in tempo reale, dal miglioramento della brand awareness all’opportunità di stipulare partnership esclusive. Vediamo più nel dettaglio i tre principali vantaggi derivanti dall’implementazione di una strategia di social media marketing:

  • I social media forniscono informazioni sull’audience. I social media sono senza dubbio lo strumento che meglio permette all’azienda di interagire con la propria clientela attuale e potenziale. Comunicare in modo autentico con i propri utenti e studiarne l’online behavior consente di ottenere informazioni preziose sui loro comportamenti di acquisto, e non solo. Sempre più consumatori, in particolare i millennials, scelgono i marchi anche in base alla sensibilità che questi mostrano nei confronti di temi delicati quali la tutela della salute e dell’ambiente, la parità di genere e la lotta a vari tipi di discriminazione. Anche questi sono insight preziosi che dovrebbero essere tenuti in considerazione nella fase di definizione della strategia di social media marketing, specie da quelle aziende che puntano ad incrementare la brand loyalty (cioè la fedeltà degli utenti al marchio) nel medio-lungo termine. Capire a fondo i bisogni, i valori e i desideri della propria target audience è il punto di partenza per creare contenuti mirati e di qualità, e generare così un maggior numero di conversioni.
  • La social media strategy migliora il posizionamento SEO. Non lo ripeteremo mai abbastanza: l’elemento principe della SEO è il contenuto. Questo però non significa che vadano tralasciati i numerosi altri fattori che contribuiscono ad ottimizzare correttamente il sito web e ad aumentare la brand awareness del brand. Tra questi figura anche il traffico inbound generato dai social media. Una strategia di social media marketing efficace, cioè basata su contenuti creati ad hoc per una specifica target audience, genera traffico di valore verso il sito web, migliorando la visibilità di quest’ultimo nei motori di ricerca.
  • I social impongono un’assistenza clienti continua. Rispondere tempestivamente ai messaggi ricevuti sui social non è più optional per le aziende, ma una necessità. Gli utenti interagiscono con i brand sia online che offline e in qualsiasi momento, determinando un’esperienza multicanale complessa e senza soluzione di continuità. Per questo, che si tratti di chiedere semplici informazioni o di segnalare una problematica relativa a un prodotto o servizio, gli utenti si aspettano dalle aziende risposte veloci, precise e comprensive. Integrare i canali social nella strategia di Customer Care permette quindi alle aziende di dimostrarsi più vicine ai propri clienti, e di raccogliere opinioni e suggerimenti relativi ai prodotti e servizi offerti.
Quante aziende usano i social media in Europa?

Uno studio dello scorso anno, riferito al 2017, mostra che il 47% delle aziende europee era presente su almeno un social media. Al primo posto l’Islanda con il 79% delle imprese che possedevano un account social, mentre all’ultimo posto la Polonia con il 24%. Il 45% delle aziende europee ha fatto uso di social network come Facebook o LinkedIn. L’uso di piattaforme destinate alla condivisione di file multimediali (per esempio Instagram e YouTube) ha raggiunto il 16%, mentre le piattaforme di blogging o microblogging (per esempio Twitter) sono state utilizzate dal 14% delle imprese.

In Italia, il 42% delle aziende ha usato i social network per connettersi con clienti e collaboratori, mentre solo una su quattro ha utilizzato piattaforme per condividere foto e video e solo una su otto ha sfruttato le potenzialità di Twitter. I dati, se pur non particolarmente esaltanti, mostrano comunque un miglioramento rispetto al 2013, quando solo il 36% delle aziende europee aveva una pagina social e solo il 10% faceva uso di Instagram e YouTube.

Gli obiettivi principali per cui le aziende europee hanno sfruttato i social media nel corso dello stesso anno erano: brand awareness (nel 40% dei casi), interazione con l’utenza (27%) e recruiting (9%).

I social media sono strumenti complessi e la difficoltà della loro gestione risiede soprattutto nella loro continua evoluzione, che impone ai professionisti di aggiornare costantemente le loro conoscenze e competenze.

7 social media trend a cui prestare attenzione nel 2019

Sono stati moltissimi i cambiamenti introdotti nel panorama social fino ad oggi, ed è praticamente impossibile prevedere come queste piattaforme continueranno ad evolvere nei prossimi anni. È probabile che il 2019 vedrà il sorgere di nuove tendenze, nonché l’affermarsi di numerose tendenze già introdotte lo scorso anno. Vediamo i 7 trend più significativi con cui le aziende dovranno confrontarsi nel corso dei prossimi mesi:

1. Social listening

Fare social listening significa monitorare costantemente le conversazioni online (pubblicate su social media, blog, forum e altri siti) che ruotano intorno al nostro settore, brand o prodotto/servizio. In sostanza: ascoltare gli utenti dare credito agli spunti e ai suggerimenti che possono offrirci.

Un cliente che non lascia una recensione sulla pagina Facebook dell’azienda potrebbe comunque decidere di condividere la sua opinione su un blog o forum esterno. Per questo motivo è indispensabile che l’azienda monitori le opinioni degli utenti per gestire la propria reputazione online, migliorare il servizio clienti e incrementare le opportunità di lead generation e social selling. Considerando l’abitudine ormai consolidata degli utenti di pubblicare recensioni e condividere opinioni online, il social listening è una pratica destinata ad acquisire sempre più importanza.

2. Personalizzazione dei contenuti

Personalizzare i contenuti in base ai comportamenti online degli utenti è ormai un imperativo per qualsiasi azienda che desideri mantenere una certa competitività in un mercato ormai saturo di informazioni, offerte e advertising. Uno studio recente mostra che ogni minuto:

  • 293 mila status e 510 mila commenti vengono pubblicati su Facebook
  • oltre 46 mila foto vengono pubblicate su Instagram
  • più di 120 professionisti si iscrivono a LinkedIn
  • oltre 4 milioni di video vengono visualizzati su YouTube
  • 456 mila tweet vengono condivisi

Ciò significa che social e imprese hanno a disposizione un’enorme quantità di dati relativi al comportamento online degli utenti, che vanno dalle opinioni condivise ai link cliccati, dai siti visitati a alla cronologia degli acquisti, dalle ricerche effettuate alle preferenze mostrate. Sono dati come questi che consentono a Netflix di suggerire show simili a quelli già visti, e ad Amazon di mostrare prodotti “consigliati” in base a quelli già acquistati. Certo a molti utenti non fa molto piacere sapere che social e aziende hanno tutte queste informazioni su di loro, ma si tratta, tutto sommato, del prezzo da pagare per poter ottenere un beneficio tanto grande come quello della personalizzazione dell’offerta.

3. Video marketing e live streaming

Nel 2018, il video marketing ha ottenuto un successo senza precedenti. I video conquistano gli utenti grazie alla loro immediatezza e autenticità. Talmente tanto che pare costituiscano l’80% del contenuto online che consumeremo quest’anno. Nel 2019, molti brand che ancora non hanno fatto grande uso di video inizieranno a sfruttarli, in modi diversi a seconda della piattaforma utilizzata. In particolare, acquisiranno sempre maggiori importanza i video live – da sempre utilizzati su YouTube e di recente arrivati anche su Facebook e Instagram IGTV – e il formato verticale, ideale per l’advertising e per la fruizione da mobile. Meglio i video corti o lunghi? Spetta naturalmente alla singola azienda il compito di svolgere un’analisi accurata per capire quali tipologie di video funzionano meglio con il proprio pubblico.

4. Realtà aumentata

Le piattaforme social sfrutteranno questa tecnologia con l’obiettivo di facilitare la customer experience e di trattenere l’utente sulla piattaforma il più a lungo possibile. Colossi come Facebook e Instagram stanno già investendo moltissimo in questo campo, lavorando soprattutto sull’introduzione di annunci che sfruttino la realtà aumentata per migliorare le esperienze di social commerce.

I brand puntano invece sulla realtà aumentata per incrementare la customer satisfaction e le vendite. Dare all’utente la possibilità di provare virtualmente un paio di occhiali o un rossetto prima dell’acquisto – come hanno fatto rispettivamente Michael Kors e Sephora – personalizza l’esperienza e spinge l’utente a comprare.

5. Micro-influencer e nano-influencer marketing

Gli influencer sono ormai diventati un vero e proprio social media trend che fa discutere, sia in positivo che in negativo. Vengono ormai ingaggiati da aziende di ogni tipo, settore o dimensione, nonostante i risultati concreti dell’influencer marketing siano spesso incerti e difficili da misurare.

Mentre i grandi brand possono permettersi di ingaggiare macro-influencer – ossia celebrità con centinaia di migliaia o addirittura milioni di followers – le aziende più piccole in cerca di alternative meno dispendiose stanno puntando sempre di più sui micro-influencer, ossia blogger che contano tra i 100 e i 500 mila followers, e i nano-influencer, ossia coloro seguiti da un massimo di 10 mila followers. In verità non si tratta solo di spendere meno, ma anche di compiere una scelta strategica: le personalità meno seguite godono di maggiore trasparenza e credibilità da parte dei followers, e proprio per questo registrano tassi di coinvolgimento molto più elevati (fino all’8,7%, rispetto all’1,7% delle celebrità).

6. Messaggistica e chatbot

Le app di messaggistica istantanea hanno raggiunto due miliardi di utilizzatori nel 2018 e diventeranno ancora più popolari nel corso di quest’anno, anche grazie allo scandalo Cambridge Analytica e alla percezione, diffusa tra gli utenti, che i propri dati personali siano poco protetti sui social networks. Questi nuovi canali di comunicazione fanno parte, insieme alle e-mail, del cosiddetto dark social: un terreno ricco di opportunità che vanno ben oltre il semplice scambio di messaggi. Molte di queste app – tra cui WhatsApp e Facebook Messenger – hanno infatti implementato nuove funzionalità, tra cui figurano le Stories e i chatbot adibiti al servizio clienti e al social commerce. Le aziende che riusciranno a sfruttare queste app anche per l’advertising guadagneranno un vantaggio competitivo enorme sulla concorrenza, in quanto saranno in grado di raggiungere direttamente la domanda, evitando la dispersione del messaggio pubblicitario.

7. Tempestività

I social media non dormono mai: gli utenti interagiscono tra di loro, chiedono informazioni e acquistano continuamente. E si aspettano che le aziende siano in grado di soddisfare i loro bisogni in qualsiasi momento. Tendenze già esistenti come l’assistenza continua, l’uso dei sopracitati chatbot, il monitoraggio costante e la vendita in tempo reale si rafforzeranno, andando a delineare una tipologia di marketing incentrata sulla comunicazione non-stop e in tempo reale.

Da dove partire, quindi?

È evidente che tutti questi trend rimarcano l’importanza dello sviluppo di una relazione tra brand e consumatori fondata su fiducia, trasparenza e personalizzazione dell’online experience. Per “sopravvivere” in un contesto tecnologico sempre più competitivo, le aziende dovranno investire tempo e soldi nell’analisi dell’utenza e nello studio delle nuove piattaforme e tecnologie. Parola d’ordine: sperimentare, sperimentare e sperimentare ancora. E monitorare accuratamente i risultati di ogni strategia messa in atto. Solo così si potranno individuare quelle che realmente funzionano.

 

Debora,
Web Content Editor

Su Instagram Direct arrivano i messaggi vocali

Dopo Whatsapp e Facebook Messenger, da oggi anche Instagram permette ai propri utenti di scambiare messaggi vocali. La novità era già trapelata lo scorso settembre, ma è stata rilasciata ufficialmente soltanto ora.

La nuova funzionalità è integrata nell’applicazione di messaggistica Direct ed è disponibile nelle chat sia private che di gruppo. Per registrare una nota vocale è sufficiente tenere premuto sull’icona del microfono che si trova all’interno della casella di testo (chi ancora non la visualizza dovrà attendere qualche ora in più). Smettendo di tenere premuta l’icona invieremo automaticamente il messaggio.

Le note vocali possono avere durata massima di un minuto, stessa unità di tempo concessa ai video del feed. Se quello che stiamo registrando non ci piace, possiamo annullare la registrazione facendo scorrere il dito verso sinistra, esattamente come avviene su Whatsapp. La nota audio registrata potrà essere cancellata anche dopo l’invio, tenendo premuto sul messaggio e cliccando “Annulla l’invio del messaggio”. In questo modo non sarà più visibile a nessuno degli interlocutori.

L’aggiornamento è già in fase di roll out per gli utenti di tutto il mondo, sia iOS che Android.

Questa nuova funzionalità, unita alla recente decisione di rimuovere account e followers falsi, sottolinea ancora una volta l’interesse di Instagram per la comunicazione immediata e autentica.

 

Debora,
Web Content Editor

5 tipologie di siti web: quale scegliere?

Il termine “sito web” viene usato genericamente per indicare un oggetto composto da pagine web correlate tra loro e rintracciabile su Internet tramite i motori di ricerca. È, in sostanza, uno spazio sul web che un’azienda o un professionista possono sfruttare per presentarsi, esprimere idee, mostrare i lavori svolti o sponsorizzare i propri servizi.

È davvero indispensabile avere un sito web?

Sì. Forse sei ancora convinto che i mezzi di comunicazione offline portino più risultati rispetto al sito web, ma c’è un dato che non puoi ignorare: oltre 4 miliardi di persone navigano su Internet per reperire informazioni, comprare prodotti o leggere giornali online. Partiamo quindi da questo presupposto: i tuoi clienti sono (anche) su Internet. Questo non significa che devi smettere di usare i mezzi di comunicazione tradizionali o cartacei, ma soltanto che il tuo cliente potrebbe non accontentarsi più delle informazioni riportate sulla brochure aziendale.

L’utente moderno infatti non cerca informazioni, ma interazione. E per interagire con il cliente non basta scambiarci quattro chiacchiere davanti allo stand aziendale ad una fiera di settore. Includere il sito web nella strategia di comunicazione della tua azienda ti permette di incrementare la visibilità di quest’ultima e di acquisire e fidelizzare un maggior numero di clienti in minor tempo. Cerca quindi di sfruttare tutti i mezzi a tua disposizione per mantenere alto nel tempo l’interesse dei clienti nei confronti dell’azienda e dei prodotti o servizi offerti.

Qual è il sito web perfetto per te?

Ogni tipologia di sito web ha caratteristiche peculiari e funzionalità diverse. Prima di pensare a domini e certificati, poniti alcune domande: cosa vuoi ottenere sul web? Quali obiettivi vuoi raggiungere? A che tipo di clientela vuoi rivolgerti? Vuoi soltanto far conoscere l’azienda e i servizi, o ti piacerebbe sfruttare il sito anche come nuovo canale di vendita?

Ogni azienda è unica, e così anche il sito web deve rispettarne l’unicità. Nel corso degli anni, l’evoluzione del Web e lo sviluppo di nuove tecnologie hanno dato vita a diverse tipologie di sito web. Vediamo quindi quali sono le 5 principali tipologie di sito web che puoi scegliere per comunicare online con il tuo pubblico di riferimento:

1. Sito corporate

È senza dubbio la tipologia di sito più diffusa, usata dalle aziende per presentarsi e descriversi. È definito anche sito vetrina, proprio perché è come se fosse una sorta di vetrina online tramite cui l’azienda può esporsi e catturare l’attenzione degli utenti. Per questo è fondamentale che la grafica sia moderna, e il contenuto chiaro e aggiornato. Il sito corporate è in genere composto da più pagine: la homepage funge da riassunto dell’intero sito, mentre le varie pagine descrivono le singole sezioni in maniera più approfondita (per esempio “chi siamo”, “cosa facciamo”, “contatti”).

I siti corporate possono essere statici o dinamici. I siti statici sono formati da pagine indipendenti messe in relazione da un menu. Le pagine di un sito web dinamico sono invece entità “astratte”, nel senso che si limitano a mostrare contenuti – testuali e multimediali – ospitati su un database o CMS (Content Management System). I siti dinamici hanno il grande vantaggio di essere molto più facili da gestire e aggiornare, nonché più economici da realizzare.

Che un sito sia statico o dinamico, la sua efficacia nel trasmettere l’identità aziendale e potenziare il rapporto con i clienti dipenderà comunque dalla strategia comunicativa messa in atto. Per questo potresti scegliere di affiancare al sito web una landing page, un blog o un e-commerce a seconda che il tuo obiettivo ultimo sia generare nuovi contatti, informare o vendere prodotti online.

2. Landing page

La landing page è una pagina web – che può essere legata al sito aziendale oppure indipendente – sulla quale si vuole far “atterrare” gli utenti in situazioni specifiche. Viene utilizzata principalmente per anticipare un nuovo prodotto o servizio o per aumentare la brand awareness di un’impresa in prossimità di un evento importante. Per questo motivo la landing page è tra gli elementi chiave di una strategia di inbound marketing, in quanto è progettata specificamente con l’obiettivo di aumentare contatti, conversioni e vendite. Rappresenta, cioè, lo strumento ideale per convertire il visitatore in lead.

La differenza principale tra sito web aziendale e landing page è che quest’ultima deve necessariamente spingere l’utente a compiere un’azione (per esempio l’iscrizione a una newsletter o l’acquisto del prodotto o servizio presentato). Nel momento in cui l’utente compie l’azione designata, si parla di conversione.

Per convertire è indispensabile inserire sia una call-to-action chiara e stimolante, sia un modulo di contatto che permetta all’azienda di raccogliere i dati dell’utente. Altri elementi che aiutano a rendere efficace una landing page sono il design moderno, i contenuti di qualità e i bottoni social.

3. Portfolio

Il sito portfolio viene utilizzato da iberi professionisti e aziende per mostrare i progetti svolti. È una sorta di CV digitale e interattivo, diffuso prettamente in ambito creativo (lo usano fotografi, grafici, agenzie di comunicazione, designer, artisti). Presenta solitamente un contenuto semplice ma una grafica elaborata.

Può assumere la forma di un catalogo online se lo scopo è informativo, oppure può riportare le best practice con una piccola descrizione del processo creativo se lo scopo è catturare l’attenzione del potenziale cliente. Può inoltre essere composto da un’unica pagina, oppure includere un menu semplice e limitato che riporti anche una breve biografia o panoramica dell’azienda e una descrizione dei servizi offerti.

4. Corporate blog

Si tratta di una sorta di magazine online il cui scopo primario è quello di informare gli utenti tramite la creazione e pubblicazione di articoli legati all’azienda o al settore di riferimento (per esempio news su eventi a cui l’azienda partecipa, presentazione di nuovi prodotti, annunci di nuove partnership).

La cosa peggiore che un’azienda può fare è creare un blog pur sapendo di non avere tempo e risorse sufficienti per mantenerlo attivo. Se scegli di creare un blog da affiancare al tuo sito web, assicurati di aggiornarlo spesso e di avere in azienda un Content Editor in grado di curare la forma e il linguaggio degli articoli.

Per rendere più semplice la consultazione degli articoli, opta per un’esposizione a cascata che mostri gli articoli in ordine cronologico o, ancora meglio, per un menu che permetta di raggrupparli in categorie. Infine, per stimolare l’interazione tra azienda e utenti/clienti permetti a quest’ultimi di commentare e di condividere gli articoli sui principali social network.

5. E-commerce

Questa tipologia di sito è dedicata alla vendita online di prodotti e servizi. La struttura e la grafica del sito variano solitamente in base al numero di prodotti in vendita e alla tipologia di venditore. Un piccola azienda che produce e vende una sola linea di prodotti di nicchia opterà probabilmente per un sito web completo in cui all’e-commerce si affiancano pagine dedicate alla storia dell’azienda e all’evoluzione del prodotto, e punterà su uno stile comunicativo emotivamente coinvolgente. Una grande azienda con un catalogo prodotti molto ricco (per esempio IKEA) o un rivenditore potrebbero invece optare per un sito più “freddo” e commerciale. In entrambi i casi, un elemento che non può mancare è il carrello elettronico, l’elemento che contraddistingue il percorso che guida l’utente fino alla fase finale di acquisto.

I siti di e-commerce vengono gestiti tramite una piattaforma comprendente un pannello di amministrazione. Questo permette all’azienda o al rivenditore di controllare tutto il processo di vendita, gestire il magazzino prodotti, fatturare ai clienti, impostare offerte o pacchetti e ricavare dati su vendite e clienti. Può essere un sito tanto semplice quanto estremamente complesso, in quanto può essere arricchito da un’infinità di funzionalità e plugin. In ogni caso, i vantaggi sono pressoché immediati: i costi di gestione sono più bassi rispetto a un negozio fisico, la vendita è continua e le informazioni ricavate permettono di modificare e aggiornare efficacemente l’offerta in base ai bisogni e alle preferenze degli utenti.

Hai le idee più chiare?

Ricapitolando: un sito corporate è perfetto per le aziende che vogliono far conoscere la loro storia e i prodotti o servizi che offrono; la landing page è l’ideale per le aziende che desiderano anticipare un nuovo prodotto o servizio e che puntano ad ottenere nuovi contatti (lead); il portfolio è indicato per chi vuole mostrare le proprie abilità e competenze tramite la presentazione dei lavori già svolti; il corporate blog punta a far avvicinare gli utenti al tuo business; infine, l’e-commerce è perfetto per chi vuole aprire un nuovo canale di vendita. Scegli il sito che si adatta meglio non solo al tuo business, ma anche ai bisogni e alle esigenze della tua clientela di riferimento.

Ricordati però che per poter creare un sito professionale e al passo coi tempi è necessario non solo possedere competenze tecniche, ma anche aver ben chiara la strategia comunicativa che si andrà a perseguire. Se non disponi di competenze tecniche o strategiche sufficienti puoi affidarti ad una web agency: questa ti aiuterà a curare l’immagine online della tua azienda analizzando settore e clientela di riferimento, creando contenuti originali e risolvendo velocemente eventuali problemi tecnici.

Hai ancora dubbi? Contattaci, ti aiuteremo a definire la strategia comunicativa e la tipologia di sito più indicate per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Perché le PMI dovrebbero investire nel digitale

La comunicazione digitale

La comunicazione digitale può essere definita come l’insieme delle attività di creazione e diffusione dei contenuti – sia testuali che multimediali – attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Stando ai dati del Rapporto sulla Conoscenza 2018 (Istat), attualmente solo 7 imprese italiane su 10 dispongono di un sito web e solo 4 su 10 utilizzano almeno una piattaforma social per obiettivi di interazione, acquisizione e fidelizzazione.

Il problema della scarsa presenza online riguarda, com’è intuibile, soprattutto le PMI. I piccoli imprenditori infatti difficilmente riescono a sfruttare a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie, a causa sia della minor disponibilità di risorse umane e finanziarie, sia del persistere di una cultura imprenditoriale che ancora fatica a comprendere il ruolo del cliente-utente moderno e a riconoscere i vantaggi ottenibili da una gestione strategica degli strumenti web 2.0.

La maggior parte delle PMI continua a investire quasi unicamente nei canali tradizionali, una strategia che non paga se consideriamo che l’83% delle aziende italiane fallite nel 2013 non era sul Web.

Perché è importante la comunicazione digitale?

I dati sopracitati risultano ancora più sconfortanti se messi in relazione con quelli presentati nel report Digital Italia 2018, realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite: il 73% degli italiani naviga frequentemente su Internet, il 57% è attivo sui social media e l’online si trova al secondo posto nella lista dei canali pubblicitari che spingono gli utenti ad acquistare un dato prodotto o servizio (preceduto solo dalla televisione).

Ne deriva che per le imprese essere presenti su Internet non è più solo un’opportunità, ma una necessità. E non è più nemmeno sufficiente essere presenti: bisogna essere visibili, cioè strutturare un approccio Inbound che porti alla creazione di contenuti mirati in grado di intercettare l’interesse di un determinato pubblico di potenziali clienti. In questo modo, sarà l’utente interessato a contattare l’azienda, non viceversa.

Investire nella comunicazione digitale – che avvenga tramite sito web, marketplace o social network – porta quindi enormi vantaggi alle aziende, PMI incluse.

8 motivi per cui le PMI dovrebbero investire nella comunicazione digitale

Vediamo gli 8 principali vantaggi che le PMI possono trarre dall’implementazione di un’efficace strategia di comunicazione digitale:

1. Brand awareness: sfruttare strategicamente e sinergicamente i canali digitali ti permette di potenziare la visibilità online e la brand awareness della tua azienda. In questo modo essa sarà la prima alternativa che verrà in mente a quella fetta di consumatori interessati al prodotto o servizio offerto

2. Maggiore competitività: molti dei tuoi competitor probabilmente non hanno né un sito web né un profilo sui principali social network. Se inizi a comunicare online prima di loro potrai raggiungere più clienti potenziali, incrementando le opportunità di business e guadagnando un importante vantaggio competitivo.

3. Presenza multichannel e cross-device: gli utenti cercano informazioni usando dispositivi e canali differenti. È quindi necessario definire una strategia digitale che tenga conto delle caratteristiche dei diversi canali utilizzati dall’utente e del suo customer journey. Va inoltre ricordato che un sito web genera spesso benefici anche per i canali offline.

4. Migliore profilazione: il Web mette a disposizione delle imprese una quantità maggiore di strumenti per la profilazione dell’utenza che consentono di creare offerte e contenuti mirati e di comunicarli all’utente giusto nel momento giusto.

5. Ottimizzazione dei costi: profilare correttamente ti permette di focalizzare le risorse su un target specifico che porterà risultati concreti, evitando spese inutili. Inoltre, la pubblicità sul web è spesso più economica di quella realizzata tramite i canali tradizionali.

6.Opportunità di business globale: il web abbatte le barriere spaziali e temporali. Una presenza strategica sul web ti permette di far conoscere la tua azienda anche all’estero (a questo proposito si consiglia di tradurre e indicizzare il sito web in almeno una lingua straniera). Così potrai ampliare il tuo portafoglio clienti e dar vita, se lo desideri, a un progetto di internazionalizzazione.

7. Interazione: grazie ai media digitali potrai interagire direttamente con gli utenti in modo amichevole e informale. Questo ti permetterà di coinvolgerli nel processo di creazione dell’offerta e di fidelizzarli. Potrai inoltre sfruttare tipologie di comunicazione digitale innovative e interattive come la realtà aumentata e la grafica 3D.

8. Misurazione dei risultati: a differenza dei canali tradizionali, i canali digitali mettono a disposizione delle imprese un’infinità di tools grazie ai quali potrai ricavare dati precisi e gestire accuratamente il tuo budget, massimizzando il profitto. I dati ti aiuteranno inoltre a capire se la strategia implementata necessita di modifiche o miglioramenti.

A che punto è la tua impresa?

In base a quanto detto risulta evidente che l’imprenditore che rifiuta di investire nella comunicazione online fa un favore alla concorrenza.

Possiamo quindi concludere che la comunicazione online è essenziale per le PMI e che risulta efficace se dice al mercato in maniera chiara, trasparente e persuasiva esattamente ciò che quest’ultimo vuole sapere.

La tua impresa è presente sul Web? Oppure non ha ancora un sito e non è attiva sui social, ma credi sia giunta l’ora di proiettarla nel futuro sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie? Contattaci! Web Scriptum ti aiuterà a definire una strategia di comunicazione online su misura per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Cosa significa fare branding? Partiamo dalle fondamenta: il logo aziendale

Per “branding” si intende il processo strategico tramite il quale un’azienda definisce la propria identità e immagine di marca allo scopo di differenziare l’offerta da quella dei concorrenti. In sostanza, un’azienda fa branding definendo i valori che la marca rappresenta, identificando la mission aziendale e creando la proposta di valore da offrire ai clienti.

Il logo è invece un simbolo o un insieme di simboli – grafici e tipografici – che identifica l’azienda e i suoi prodotti.

Ora capisci perché il logo è un elemento fondamentale di qualsiasi strategia di branding e comunicazione? Anzi, ne è proprio la base. Del resto è una delle prime cose a cui in genere si pensa subito dopo aver scelto il nome dell’azienda e l’assetto societario. Per questo è importante che il logo venga creato da grafici ed esperti della comunicazione che siano in grado di trasmettere la tua identità aziendale in modo creativo e originale ma allo stesso semplice, facendola emergere da ogni aspetto (forme, colori, dimensioni, eventuali slogan che lo accompagnino). Un’azienda che voglia presentarsi come una realtà al passo coi tempi deve quindi avere un logo moderno, professionale e di qualità. Se il tuo logo è “vecchio” dovresti pertanto considerare la possibilità di chiedere un restyling. Non fare l’errore di credere che sia poco importante: rischieresti di recare un danno alla tua immagine aziendale.

Credi sia giunto il momento di creare un logo per la tua azienda o di rimodernare quello che hai già? Affidati a Web Scriptum: creiamo loghi moderni e professionali che ti aiuteranno a comunicare i valori della tua azienda in modo semplice ma efficace.

 

Debora,
Web Content Editor

Il catalogo aziendale tra tradizione e innovazione: perché è ancora uno strumento fondamentale per il tuo business

Indipendentemente dal tipo di azienda o dal settore di appartenenza, il catalogo aziendale rappresenta ancora oggi uno strumento di comunicazione e di vendita estremamente efficace il cui scopo primario è presentare i prodotti dell’impresa in maniera precisa, dettagliata e graficamente ordinata. Il catalogo non va quindi confuso con altri strumenti pubblicitari – brochure, dépliant, pieghevoli o manifesti – creati per scopi completamente differenti, quali la presentazione di servizi e offerte o la promozione di nuovi prodotti.

Il catalogo come strumento di relazione tra impresa e clienti

Oltre alla presentazione dei prodotti, un catalogo aziendale ben pianificato e visivamente curato può apportare benefici aggiuntivi all’azienda, uno su tutti il rafforzamento dell’identità del brand e della relazione tra impresa e clienti. Basti pensare al catalogo IKEA – nato nel 1951 e pubblicato ogni anno in 27 lingue e oltre 200 milioni di copie – il cui successo risiede nel presentare non mobili o accessori, ma vere e proprie storie di vita, di famiglia, di amicizia (tanto che tutti i prodotti hanno nomi derivanti da persone, luoghi, modi di vivere ed altri elementi tipici della cultura svedese). IKEA ha fatto del catalogo aziendale un mezzo talmente potente che pare vanti addirittura numerosi collezionisti.

Non bisogna però fare l’errore di credere che il catalogo funzioni solo per le grandi aziende: anche le piccole realtà possono sfruttare questo strumento per soddisfare le esigenze informative dei clienti e rafforzare la propria immagine aziendale. Un buon catalogo trasmette infatti un senso di professionalità, serietà e corretta organizzazione. Ciò è ancora più vero in ambito B2B, dove il catalogo resta una risorsa di grande valore non ancora sostituibile da altri strumenti di comunicazione.

Come creare un catalogo aziendale bello e funzionale agli obiettivi?

Perché il catalogo aziendale risulti efficace – perché, cioè, attragga l’attenzione del potenziale cliente e lo convinca a comprare dall’azienda – è necessario che rispetti tre caratteristiche principali: struttura informativa e grafica ordinata, foto di elevata qualità e testi precisi. Le aziende presenti su Internet possono inoltre rendere il proprio catalogo consultabile e scaricabile direttamente dal proprio sito web.

Va da sé che spesso le piccole aziende non hanno gli strumenti o il personale adeguato per dar vita ad un prodotto così complesso in cui anche la tipologia della carta, i colori e le rifiniture giocano un ruolo fondamentale. Che fare, quindi? La scelta migliore è quella di affidarsi ad un’agenzia di comunicazione, ossia ad una realtà capace di riunire in un unico prodotto l’aspetto estetico, quello funzionale e quello rappresentativo dell’unicità dell’azienda e dei suoi prodotti.

In Web Scriptum realizziamo cataloghi accattivanti, coerenti con l’immagine aziendale, facilmente consultabili su Internet e scaricabili tramite QR code (scopri di più). Sei interessato? Contattaci! Non vediamo l’ora di scoprire di più sulla tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Affidarsi a una web agency: perché scegliere Web Scriptum

Negli ultimi anni, il numero di aziende che hanno deciso di portare la loro attività sul web è cresciuto esponenzialmente. Come abbiamo visto nell’articolo precedente, però, non tutte le imprese hanno risorse interne sufficienti per strutturare una corretta strategia digitale e per dedicare a quest’ultima tutto il tempo necessario.

Fare tutti internamente o affidarsi a una web agency?

Per le PMI che non dispongono di conoscenze approfondite la risposta sembra scontata. Sicuramente il fai-da-te è meno dispendioso, ma andare al risparmio non sempre paga. Una web agency, ossia un’agenzia di comunicazione composta da esperti dei vari settori del Web Marketing, ha tutte le risorse e le competenze necessarie per curare professionalmente l’immagine online della tua azienda. Ciononostante, le web agency non sono tutte uguali.

Perché scegliere Web Scriptum?

Web Scriptum è la web agency di Reggio Emilia nata per accompagnare le imprese nell’era del digitale e della comunicazione online. La nostra mission è definire, per ciascuno dei nostri clienti, una strategia di comunicazione e marketing online personalizzata che esalti il brand e l’identità aziendale. Cosa ci rende unici? Ti spieghiamo perché Web Scriptum è la scelta ideale:

1. Non siamo un fornitore, siamo un business partner. Lavoriamo veramente al fianco dei nostri clienti: i tuoi obiettivi diventano i nostri, perché solo un’attenta e duratura collaborazione può portare crescita e risultati concreti.

2. Ti facciamo risparmiare tempo e fatica. Web Scriptum farà tutto al posto tuo – analizzerà la tua azienda e il tuo settore di riferimento, profilerà la tua utenza e la tua clientela, svilupperà una strategia e ne monitorerà i risultati nel tempo – ottimizzando i tuoi investimenti e facendoti risparmiare tempo.

3. Proponiamo soluzioni differenziate. Ogni azienda è diversa, e così ogni strategia di comunicazione devono rispettarne l’unicità. Che si tratti della creazione di un sito web, della stesura di un catalogo o della gestione di un profilo social, ogni soluzione viene decisa insieme a te in base alle tue specifiche esigenze comunicative.

4. Affidiamo ogni progetto ad un team. Web Scriptum è composta da figure professionali specializzate nei principali campi del Web Marketing (design, grafica, contenuto, social media). Ogni progetto viene assegnato ad un team, definito di volta in volta in base alla tipologia di azienda e agli obiettivi da perseguire. In questo modo puoi essere certo che la tua strategia verrà sviluppata e curata dai professionisti più idonei.

5. Veniamo a intervistarti direttamente in azienda. È difficile, se non impossibile, scrivere un buon contenuto se non si conosce l’ambiente in cui opera l’azienda cliente. L’intervista in sede – completata, se possibile, con la visita al reparto produttivo – permette alle nostre Web Editor di comprendere al meglio la tua realtà e quindi di sviluppare contenuti testuali e multimediali precisi, accattivanti e ben indicizzati.

6. Mostriamo il progetto finito in tua presenza. Nessuna chiamata secca, nessuna email fredda e impersonale. Il progetto terminato verrà mostrato in tua presenza in modo che tu possa valutarlo e chiedere eventuali modifiche; ma la collaborazione non finisce qua. Web Scriptum rimarrà infatti a tua disposizione per offrirti assistenza e supporto in qualsiasi momento.

Non sei ancora convinto? Esponici i tuoi dubbi: saremo lieti di risolverli. Insieme possiamo creare qualcosa di straordinario.

 

Debora,
Web Content Editor