Instagram: tutti gli aggiornamenti del 2019 (fino ad oggi)

Tra funzioni “copiate” dai competitor e profili chiusi perché diffondono odio, negli ultimi mesi le piattaforme social si sono rincorse facendo proprie le tendenze più popolari e stabilendo nuovi confini.

Sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per Facebook nello scorso articolo, vediamo quali sono le principali novità che hanno riguardato Instagram da inizio anno a oggi.

SETTEMBRE

Arriva Threads: la nuova app di Instagram per gli amici più stretti

Se ne parlava già da tempo e dopo mesi di rumors e anticipazioni più o meno ufficiali, Threads di Instagram è finalmente disponibile. Si tratta in realtà di un’applicazione indipendente, già scaricabile su iOS e Android, legata però a doppio filo al celebre social di fotografie. Il suo funzionamento è simile a quello di Instagram: con Threads è infatti possibile inviare messaggi privati e condividere foto, video e Stories. A cambiare è il pubblico di destinatari: quanto pubblicato è visibile solo ai follower inseriti nella lista “Amici più stretti” di Instagram. L’obiettivo è quindi quello di favorire un contatto più privato con i contatti a cui teniamo di più.

Instagram Threads
Instagram nasconde i post di prodotti dimagranti e chirurgia estetica ai minori di 18 anni

Instagram ha deciso di adottare una nuova politica che prevede restrizioni su post che sponsorizzano prodotti dimagranti e trattamenti chirurgici. Alcune pubblicazioni saranno visibili solo ai maggiori di 18 anni, mentre altre verranno completamente rimosse dalla piattaforma, specie se collegate a offerte commerciali e codici sconto. Una scelta che la piattaforma ha deciso di adottare per tutelare i più giovani e responsabilizzare influencer e celebrità. Sembra che le nuove regole saranno presto valide anche per i contenuti condivisi su Facebook.

I post di Instagram Shopping diventano campagne pubblicitarie

Facebook ha da poco iniziato a testare la possibilità per i brand di trasformare gli annunci di Instagram Shopping in campagne pubblicitarie. I Shopping Tags, disponibili fino ad oggi soltanto all’interno di post organici, potranno diventare vere e proprie promozioni a pagamento accompagnate dalla call-to-action Acquista su Instagram. La novità permette alle aziende di mostrare più prodotti a un maggior numero di utenti, anche se per il momento si tratta di un test disponibile a un ristretto numero di account. La user experience sarà simile a quella attuale, con la sostanziale differenza che gli utenti potranno completare la transazione senza mai uscire dalla App. Una svolta importantissima se consideriamo che circa l’80% degli utenti Instagram segue profili aziendali, e che oltre 130 milioni di utenti cliccano sui tag dei prodotti ogni mese.

Instagram Shopping

Instagram Clips: i nuovi video in stile Tik Tok

Instagram sta lavorando a un nuovo strumento che, proprio come Tik Tok, permetterà agli utenti di registrare diversi segmenti di video in un’unica Storia, regolandone la velocità e sovrapponendo la musica. L’obiettivo è sì quello di offrire agli iscritti nuove modalità di interazione, ma anche e soprattutto quello di limitare l’impatto della concorrenza trattenendo gli utenti su un’unica app. Non è ancora stata ufficializzata una data di rilascio di Clips, ma siamo certi che arriverà presto.

AGOSTO

Il problema delle finte visualizzazioni delle Stories

Molti utenti e aziende hanno notato uno strano incremento nella visualizzazione delle loro Stories di Instagram, ma questo incremento raramente corrisponde a un effettivo aumento della popolarità. Dietro molte di queste visualizzazioni si nascondono in realtà profili falsi, BOT e growth hackers. Instagram ha dichiarato di essere già al lavoro per cercare una soluzione al problema, ma al momento l’unica cosa che gli utenti possono fare per proteggere la loro privacy è settare l’account su “privato”.

Instagram Stories: arriva lo sticker Donazione

Dopo Quiz, Chat e Musica arriva su Instagram Donazione, il nuovo sticker che permette agli utenti di lanciare e supportare raccolte fondi di vario genere. Essendo condivisa tramite Stories, la raccolta fondi ha una durata predefinita di 24 ore. Per avviarla è sufficiente aprire Instagram Stories, cliccare sull’icona degli sticker e selezionare “Donazione”. Chiunque veda la storia sarà libero di supportare organizzazioni e campagne di fund raising: agli enti prescelti sarà devoluto il 100% dei fondi raccolti. Si ricorda che la funzione è disponibile solo per i profili aziendali registrati su Facebook come associazione no profit e abilitati a ricevere pagamenti.

Instagram donazione sticker

LUGLIO

Finalmente è possibile pubblicare da desktop

Dopo anni di pressanti richieste, Instagram si è finalmente deciso a rilasciare in roll-out la tanto attesa novità. È ora possibile pubblicare da desktop, anche su IGTV, a patto che il proprio account Instagram sia di tipo aziendale e collegato a Creator Studio di Facebook. L’aggiornamento rende sempre più chiara la volontà di Facebook di semplificare e integrare la gestione dei contenuti sulle varie piattaforme. Esistono, tuttavia, ancora diversi limiti alla pubblicazione da desktop. Possono essere condivisi tutti i tipi di contenuto ad eccezione delle Stories, e alcune funzionalità – come effetti, filtri o adesivi – potrebbero non essere disponibili su Creator Studio.

Instagram oscura il numero dei like

Il test è stato annunciato ufficialmente nel mese di maggio e nel corso dei mesi successivi è stato esteso a diversi paesi, tra cui l’Italia. L’aggiornamento della piattaforma oscura il numero dei like ottenuti da un post, sostituendolo con la dicitura “altre persone”. Naturalmente sia il numero di like che il numero di visualizzazioni restano metriche di fondamentale importanza per misurare la qualità e la rilevanza del contenuto postato. Ad essere, si spera, ridimensionate saranno l’”ansia da like” e l’eccessiva ricerca di approvazione che colpiscono molti utenti, specie i più giovani. Questi potranno comunque vedere il numero di like ottenuti dal loro post, ma non quello ottenuto dai post altrui. Pare che Instagram starebbe valutando anche la possibilità di oscurare il numero di visualizzazioni delle Stories. Insomma: più privacy per tutti e meno ansia da confronto sociale.

Instagram test mi piace
Instagram Stories: arriva lo sticker Chat

È finalmente possibile avviare conversazioni via Direct con gli amici direttamente dall’interno di una Storia. Cliccando sull’adesivo Chat si possono infatti invitare i follower a richiedere di partecipare ad una nuova chat di gruppo. Il creatore della storia, che può vedere le richieste nella lista di visualizzazione, deve semplicemente scegliere con chi chattare: a questo punto la chat viene automaticamente creata in Instagram Direct. Questa nuova tipologia di group chat è stata probabilmente pensata per favorire i contatti tra privati, ma brand e aziende potrebbero captarne presto il potenziale. Per esempio mostrando la Storia a un preciso segmento di pubblico caratterizzato da interessi e valori comuni, e offrendo a quest’ultimo sconti o servizi esclusivi.

Instagram chat sticker

GIUGNO

Instagram porta gli annunci su Esplora

Da tempo presenti nel feed, gli annunci su Instagram saranno presto visibili anche nella sezione Esplora. La sezione Esplora permette agli utenti di scoprire nuovi account e brand da seguire, ed è utilizzata da oltre il 50% degli iscritti alla piattaforma. La possibilità di inserire gli ads nel feed pubblico rappresenta quindi un’ottima opportunità per aziende e inserzionisti, che potranno contare su costi inferiori e un incremento delle impression.

Instagram Esplora Ads
IGTV apre ai video orizzontali

Il social network fotografico più famoso al mondo ha finalmente concesso ai produttori di contenuti la possibilità di caricare video orizzontali. Non più solo video verticali a schermo intero, quindi: i video orizzontali potranno essere visti sia in formato full-screen, ruotando il telefono, che in modalità panoramica. L’aggiornamento favorisce in particolare tutta quella serie di contenuti che, per loro stessa natura, vengono inevitabilmente penalizzati dalla visualizzazione verticale. Pensa per esempio a una competizione sportiva, un evento, o un’intervista con più persone: la ripresa orizzontale cattura meglio l’ambiente circostante e dà allo spettatore la possibilità di collocare ciò che vede nel giusto contesto.

IGTV video orizzontaliMAGGIO

Le aziende potranno promuovere i post dei Creator

Instagram ha autorizzato un tool, già presente sull’Ads Manager di Facebook, tramite il quale le aziende possono promuovere i post sponsorizzati dai propri Creator. Una strategia che rafforza il legame tra Azienda e Creator/Influencer, e che permette di indirizzare i post verso un pubblico targetizzato anche diverso rispetto al pubblico del Creator che l’ha creato e condiviso per primo. L’opzione vale al momento solo per i post.

Instagram Creator post
Instagram Stories: arriva lo sticker Quiz

Instagram è alla continua ricerca di nuove funzionalità che possano trattenere gli utenti sulle Stories e, più in generale, all’interno della piattaforma. L’introduzione del nuovo sticker Quiz risponde proprio a questi obiettivi. Attivandolo è possibile fare domande ai propri followers e offrire loro delle risposte multiple. L’impostazione di default è Indovina cosa preferisco – modificabile a proprio piacimento – con due possibili risposte, ma se ne possono aggiungere altre. Un aggiornamento simpatico per gli utenti e interessante per i brand, che potranno sfruttarlo per condividere informazioni con il loro pubblico e ottenere riscontri positivi in termini di awareness ed engagement.

Instagram quiz sticker

FEBBRAIO

Le anteprime IGTV arrivano nel Feed

IGTV, la piattaforma di Instagram nata per condividere video di lunga durata, è stata uno dei più grandi cambiamenti apportati da Instagram nel 2018. Negli ultimi mesi dello scorso anno Instagram ha introdotto la possibilità di visualizzare i video IGTV nella sezione Esplora e di condividerli nelle Stories. Ora un’anteprima dei video IGTV può essere visualizzata direttamente nel Feed: basta fare tap sull’anteprima per atterrare direttamente su IGTV e guardare il video per intero.

IGTV feed

GENNAIO

Instagram inizia a rimuovere follower e commenti falsi

Dopo la presa di posizione annunciata lo scorso novembre, Instagram ha iniziato a rimuovere follower, mi piace e commenti dagli account che sfruttano applicazioni automatizzate per incrementare la propria popolarità. Considerata l’importanza del numero di contatti e mi piace in termini di credibilità di un utente, nonché il valore di queste metriche in termini pubblicitari, è ovvio che Instagram non può più ignorare il fenomeno dei falsi follower. Un modo per sottolineare l’importanza delle interazioni reali, ma anche per rafforzare la guerra a fake account e fake news già iniziata da Facebook.

E adesso?

Più attenzione alla privacy, maggiori opportunità commerciali e incentivi all’interazione sono stati i temi chiave per Instagram nel 2019. Molte altre novità sono in arrivo, mentre prosegue il piccolo rebranding voluto da Facebook per sottolineare il legame con Instagram e WhatsApp ed esplicitare il fatto che entrambe le App sono proprietà dell’azienda californiana.

 

Debora,
Web Content Editor

Facebook: tutti gli aggiornamenti del 2019 (fino ad oggi)

Il social network più popolato del mondo è da sempre soggetto a cambiamenti e aggiornamenti, e il 2019 in particolare si sta rilevando un anno ricco di novità. Le più significative, molte delle quali sono state presentate nel corso della conferenza “Facebook f8” dello scorso 30 aprile, riguardano il restyling della piattaforma, le nuove funzionalità di business su Messenger e una maggiore tutela della privacy.

In questo articolo cerchiamo di fare il punto sugli aggiornamenti più rilevanti apportati da inizio anno ad oggi, partendo dai più recenti.

SETTEMBRE

Diventa obbligatorio il Campaign Budget Optimization

Annunciato a novembre 2017 e attivabile manualmente dallo scorso aprile, il Campaign Budget Optimization diventa obbligatorio a partire da questo mese. Il nuovo strumento punta ad ottimizzare la gestione del budget delle campagne pubblicitarie su Facebook e Instagram. Come? Ri-distribuendolo automaticamente sui Gruppi di inserzioni che ottengono i migliori risultati. Sarà sufficiente definire il budget a livello di campagna e raggruppare le inserzioni sotto i relativi Gruppi: al resto penserà Facebook individuando l’AdSet più performante e allocando a quest’ultimo un budget maggiore. La valutazione di Facebook dipenderà naturalmente dall’obiettivo impostato a livello di singola campagna. Facebook stesso ci fornisce un esempio pratico del funzionamento dello strumento:

Campaign-Budget-Optimization

E se le decisioni di Facebook non dovessero soddisfarci? Niente paura: rimane infatti la possibilità di impostare un budget minimo o massimo a livello di AdSet. Il che significa che potremo continuare ad allocare una determinata parte del budget a un determinato pubblico. Con questo aggiornamento, Facebook si prepara a dare il via ad una nuova routine pubblicitaria che vale la pena testare e imparare a conoscere quanto prima.

AGOSTO

Arriva la nuova funzionalità di Messenger per la Lead Generation

Sempre più brand puntano a trasformare le semplici interazioni con gli utenti in relazioni più significative e, di conseguenza, in conversioni. Facebook ha deciso di facilitare il raggiungimento di questo obiettivo permettendo alle aziende di fare Lead Generation direttamente in Messenger. I gestori delle pagine possono ora invitare l’utente a iniziare una conversazione con il brand tramite la creazione di campagne pubblicitarie a pagamento. Oltre ad incentivare l’engagement, la conversazione punta anche a raccogliere informazioni più dettagliate sull’interesse dell’utente – attraverso una sorta di “intervista” – velocizzandone la profilazione. Ma i vantaggi non finiscono qui: il brand può anche inviare un reminder agli utenti che hanno abbandonato la conversazione, per invitarli a proseguire, e integrare il processo con il CRM aziendale per semplificare la gestione dei leads anche al di fuori di Facebook.

Messenger-Lead-Generation

Le nuove campagne pubblicitarie per l’acquisizione di leads possono essere attivate nel pannello Gestione Inserzioni. È sufficiente selezionare l’obiettivo “Messaggi” e l’opzione per utilizzare il modello Lead Generation (Generazione Contatti), quindi cliccare su “Crea Chat” e impostare il messaggio di benvenuto, le domande, il reminder e le altre funzioni desiderate.

LUGLIO

Facebook Ads: niente più retargeting dei fan

La recente modifica ai criteri di targeting di Facebook Ads impedisce di raggiungere con annunci a pagamento i propri fan, ossia le persone che hanno già messo “Mi piace” alla nostra pagina. Il pubblico di fan viene infatti sostituito da un Pubblico Personalizzato composto da persone che hanno in qualche modo interagito con la nostra pagina nell’ultimo anno (visitandola, commentandone o salvandone il contenuto, ecc.). È quindi possibile:

  • raggiungere chi ha interagito con la pagina Facebook
  • escludere chi ha interagito con la pagina Facebook
  • raggiungere persone simili a coloro che hanno interagito con la pagina Facebook (Pubblico Lookalike).

Con questa decisione, Facebook ha ribadito il suo interesse per la trasparenza e gli obiettivi di business reali. E cioè quelli basati su una fan base di valore, che mostra un interesse concreto e costante nei confronti del brand e dei prodotti e servizi offerti.

GIUGNO

Mark Zuckerberg presenta Libra, la moneta ufficiale di Facebook

Il 18 giugno scorso Mark Zuckerberg ha annunciato l’arrivo della prima criptovaluta di Facebook. Governata da un’associazione composta da aziende, startup e associazioni non-profit, Libra dovrebbe debuttare nel 2020 con l’obiettivo di dar vita a un sistema finanziario globale accessibile e inclusivo. Il condizionale è d’obbligo: già poche settimane dopo l’annuncio, la Federal Reserve americana ha bloccato il progetto invitando Facebook a chiarire i numerosi aspetti controversi. Il lancio rischia quindi di subire notevoli ritardi, nonostante il piano sia, almeno sulla carta, particolarmente promettente. Basso costo del servizio, pagamenti facilitati senza contanti né carte, possibilità di interazione con i negozi virtuali e protezione da varie forme di speculazione sono solo alcuni degli aspetti che rendono Libra un prodotto decisamente interessante.

Messenger: in beta test la funzionalità per prenotare appuntamenti

Messenger si arricchisce di nuove funzionalità. È ora possibile creare campagne per invitare gli utenti a fissare appuntamenti direttamente dall’app di messaggistica. Cliccando sull’invito, gli utenti potranno selezionare il servizio richiesto, l’orario di preferenza e aggiungere alla richiesta anche un numero di telefono o un commento.

Facebook-Messenger-Appuntamenti

MAGGIO

Facebook Film finalmente disponibile anche in Italia

Dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada arriva finalmente anche in Italia Facebook Film, la nuova funzione del social network che, basandosi sulla geolocalizzazione, permette agli utenti di visualizzare i film in programmazione nelle vicinanze. Cliccando sulla voce “Film” del menù di Facebook gli utenti possono avere accesso alla trama e al trailer, vedere le sale di proiezione più vicine a loro e condividere il film di loro interesse con gli amici. Ulteriori funzionalità riguardano la possibilità di accedere alla scheda completa del film e di acquistare il biglietto direttamente all’interno dell’app.

Aggiornamenti dell’algoritmo

A maggio sono arrivati due nuovi aggiornamenti che ribadiscono l’interesse di Facebook per le interazioni reali e significative. Nei feed degli utenti viene ora data la priorità ai contenuti pubblicati dagli amici e dalle pagine con cui hanno maggiormente interagito nel recente passato.

Cambio di look per sito, app, Ads Manager e Business Manager

Facebook ha aggiornato la propria interfaccia sia su desktop che su mobile, con l’obiettivo di renderla più di intuitiva ed elegante e di dare maggiore rilevanza a storie, gruppi ed eventi.

Facebook-nuovo-logoÈ stata inoltre aggiornata l’interfaccia di Gestione Inserzioni con design semplificato e diverse nuove funzionalità. Tra queste anche quella di auto-naming, che consente di assegnare automaticamente dei nomi alle proprie campagne, così da semplificarne la ricerca. Infine, è stata resa più semplice l’integrazione di nuovi clienti in Business Manager.

APRILE

Nuovi strumenti per contrastare le fake news

Recentemente colpito da problemi di trasparenza, Facebook ha deciso di aumentare l’attendibilità dei contenuti condivisi sulla piattaforma. E lo ha fatto scegliendo di limitare i contenuti di bassa qualità per privilegiare le notizie provenienti da fonti attendibili. Gli utenti possono ora vedere delle “spunte di qualità” accanto alle notizie condivise: uno strumento che condiziona l’attendibilità percepita di pagine e gruppi che condividono fake news.

MARZO

Campagne sponsorizzate: cambia il punteggio di pertinenza e arrivano nuove metriche

Il punteggio di pertinenza gioca un ruolo importante nella valutazione delle performance delle campagne sponsorizzate. Facebook ha recentemente deciso di cambiarne il funzionamento, sostituendo le metriche obsolete con altre più significative. Le metriche che Facebook ha deciso di eliminare sono:

  • Offerte salvate e Costo per offerte salvate
  • Risposte ai messaggi e Costo per risposta ai messaggi
  • ROAS derivato da acquisti su mobile e ROAS derivato da acquisti su web

Le nuove metriche sono invece:

  • Qualità (Quality ranking): misura la qualità percepita del nostro annuncio in confronto agli annunci simili per target di riferimento
  • Tasso di coinvolgimento (Engagement ranking): misura il coinvolgimento generato dalla nostra campagna in confronto a quello generato da campagne simili per target di riferimento
  • Tasso di conversione (Conversion Rate Ranking): misura il tasso di conversione previsto in confronto a quello di annunci simili per target di riferimento

Un’altra novità riguarda la Copertura Potenziale degli annunci, che includerà solo gli utenti che hanno visualizzato almeno un annuncio nel corso degli ultimi 30 giorni. Le nuove metriche semplificano la gestione delle campagne, restituendo un feedback più preciso e restituendo un calcolo più accurato del pubblico potenziale effettivo.

Nasce Ads Library, il database mondiale delle Ads attive

La decisione di Facebook di creare un database in cui sia possibile visualizzare tutte le Ads attive a livello mondiale ha a che fare, ancora una volta, con la volontà di incrementare la trasparenza dei contenuti condivisi sulla piattaforma. Il nuovo strumento è però di grande aiuto anche ai professionisti, che possono così analizzare i propri concorrenti e prendere spunto da essi. L’Ads Library fornisce inoltre informazioni interessanti – relative a spesa totale, pubblico profilato ed eventuali disapprovazioni – sulle pagine che effettuano campagne politiche o campagne relative a temi sensibili.

Facebook-Ads-Library

Per consultare le campagne basta accedere all’Ads Library, scegliere la nazione e digitare il nome della pagina di cui si vogliono vedere le Ads attive. Lo strumento mostra anche le eventuali varianti in test, le inserzioni passate e le informazioni di base della pagina che ha attivato le Ads.

FEBBRAIO

Maggiore integrazione tra Instagram e Facebook

Facebook continua a lavorare al suo piano di integrare anche la messaggistica di Instagram e WhatsApp in un’unica piattaforma. Una nuova funzionalità permette ora di rispondere ai messaggi privati di Instagram direttamente da Messenger.

Petizioni online con Community Action

Community Action è lo strumento di Facebook che permette alle comunità locali di avviare petizioni online sulla piattaforma. Il creatore della petizione può inserire un titolo, una descrizione e un’immagine, e può anche menzionare autorità ed esponenti politici locali, i quali riceveranno una notifica del lancio della petizione.

GENNAIO

Gli utenti possono ricevere il badge di “fan più attivo”

Ora Facebook ti dice chi è maggiormente attivo sulla tua pagina. Per i fan che lasciano più commenti, reazioni e che effettuano più condivisioni Facebook ha introdotto il badge “fan più attivo”. I gestori delle pagine possono attivare questa funzione abilitando manualmente il badge nelle Impostazioni delle pagine (cliccando sulla voce “badge di Facebook”). L’elenco degli utenti che hanno ricevuto il badge è consultabile pubblicamente nella scheda Community della pagina.

Qualità della pagina e Policy di recidiva

Facebook punta da sempre ad aumentare la trasparenza dei contenuti condivisi sulle pagine. Per questo ad inizio anno ha introdotto la scheda “Qualità della pagina” e modificato le Policy di recidiva. Il primo aggiornamento consiste nella creazione di una scheda tramite cui i gestori delle pagine possono vedere quando Facebook rimuove un contenuto che è stato segnalato o ritenuto contrario agli standard della comunità. Il secondo aggiornamento limita la possibilità per i creatori di contenuti vietati e segnalati di creare altre pagine, gruppi o account.

Addio all’aggiunta automatica degli utenti nei Gruppi

Si tratta di un’ottima notizia per gli utenti, che possono ora scegliere liberamente i Gruppi di cui fare parte. Facebook ha infatti deciso di rimuovere la funzionalità che consentiva di aggiungere gli utenti ai Gruppi senza la loro approvazione. Per rendere più piacevole l’esperienza all’interno della piattaforma, Facebook ha sostituito l’aggiunta automatica con l’Invito. L’invitato ha accesso ad una preview del gruppo ma non può postare, commentare o invitare altri membri fino a quando non ha accettato l’invito. Gli admin possono invece inviare un reminder a chi non ha ancora accettato l’invito, ma niente di più. L’obiettivo è duplice: da un lato incentivare le interazioni di valore, dall’altro semplificare la profilazione all’interno delle comunità.

E adesso?

Il 2019 ha visto Facebook decisamente più orientato alla sfera delle conversazioni, sia pubbliche che private, e interessato ad aumentare la trasparenza dei propri contenuti e meccanismi.

Mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno ed è altamente probabile Facebook stia già lavorando ad ulteriori aggiornamenti destinati a cambiare la routine di utenti, aziende e brand.

 

Debora,
Web Content Editor

Web Marketing Festival 2019: verso un’innovazione consapevole

Si è svolta al Palacongressi di Rimini il 20, 21 e 22 giugno la 7° edizione del Web Marketing Festival, il più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ecco qualche numero:

  • +21.000 presenze
  • +70 eventi
  • +500 invitati tra speaker e ospiti
  • +55 sale formative
  • +500 espositori e partner

Il Web Marketing Festival è una tre-giorni dedicata alla formazione e all’intrattenimento. Un punto fermo per professionisti e appassionati che desiderano perfezionare e aggiornare le proprie competenze in ambito di Digital Transformation e Digital Innovation.

All’intento formativo, senza dubbio predominante, si aggiungono intermezzi ed eventi satellite dedicati all’arte, alla cultura, all’intrattenimento, al business e al networking. È proprio l’intenso lavoro di co-creazione tra imprese, persone e istituzioni a fare del Web Marketing Festival un importante acceleratore di innovazione per il Paese e la società. Non a caso «WMF significa anche We Make Future», come sostiene l’ideatore del Festival Cosmano Lombardo.

Quest’anno il format è stato ulteriormente arricchito rispetto agli scorsi anni, con un’offerta formativa che ha toccato numerosissimi argomenti: dall’Intelligenza Artificiale ai Cambiamenti Climatici, dai Social Media al Cyberbullismo. Sul palco principale sono inoltre salite personalità quali Domenico Lucano, Roberto Saviano, Chiara Cocchiara e Pietro Milillo, giusto per fare qualche nome.

Le aree del Web Marketing Festival

Come ogni anno, l’Area Espositiva del Web Marketing Festival ha ospitato numerosi sponsor appartenenti al mondo digital, tech ed editoriale tra cui LinkedIn, Salesforce, CISCO, GetResponse, HP, Mediaset Infinity e altri ancora. Fuori dalle sale formative è stato infatti possibile esplorare i numerosi espositori, acquistare libri, e approfittare di un servizio di Job Placement sviluppato appositamente per avvicinare partecipanti e aziende.

Un ampio spazio è stato dedicato al tema delle startup con la Startup Competition – la più grande d’Italia con un montepremi totale di oltre 750.000€. Sempre legata al mondo delle startup è l’Area Innovation Technology, riservata all’esposizione di prototipi e progetti in fase di sviluppo.

Ai più giovani sono stati dedicati il WMF Lab, un progetto realizzato in collaborazione con Università e Istituti per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, e la seconda edizione della StartUp Competition Young.

Il Mainstage ha ospitato numerosi e interessanti talk motivazionali su temi di attualità e sul mondo dell’innovazione. In particolare, un tema molto sentito e riproposto in ogni edizione è quello dell’inclusività. Coerentemente con questo obiettivo, gli interventi del Mainstage hanno riguardato i temi dell’integrazione, della robotica applicata in ambito sanitario e riabilitativo, e dell’accessibilità – con la traduzione simultanea degli speech nella Lingua Italiana dei Segni (LIS).

Web Marketing Festival 2019

Foto e foto di copertina di: Web Marketing Festival

I temi trattati al Web Marketing Festival

Il Web Marketing Festival si rivolge a diverse tipologie di pubblico. Dai neofiti del mondo digital ai professionisti e alle agenzie, passando per gli imprenditori, gli startupper, le associazioni no-profit e gli studenti. L’evento è insomma destinato a chiunque desideri utilizzare gli strumenti digital per far crescere la propria attività e per mantenere o rafforzare i contatti con i propri clienti.

La necessità di soddisfare un pubblico tanto ampio e variegato ha portato gli organizzatori a strutturare il Festival per aree tematiche. Ad ogni area tematica è dedicata una sala, così da consentire ai partecipanti di spostarsi liberamente da un’aula all’altra a seconda dei propri interessi.

Attraverso numerose tipologie di eventi – speech, show, workshop e contest – vengono esplorati ogni anno moltissimi temi, tra cui:

  • Web Marketing e Advertising
  • Digital Transformation e Digital Innovation
  • Comunicazione e Giornalismo
  • Startup e Imprenditorialità
  • Design
  • Management
  • Sostenibilità e Cambiamenti Climatici
  • IoT
  • Robotica e Intelligenza Artificiale
  • Blockchain e Criptovalute
  • HR
  • Crowdfunding
  • Cyberbullismo e molti altri ancora.

Un’attenzione particolare viene posta sul concetto di innovazione tecnologica e digitale come punto di partenza per l’innovazione sociale. La ricchezza di risorse, competenze e prodotti tecnologici deve essere impiegata nel migliore dei modi attraverso l’integrazione di diversi saperi ed esperienze. Solo così sarà possibile generare benefici non solo per imprese e organizzazioni, ma per l’intera comunità.

Verso il Web Marketing Festival 2020

Sul sito ufficiale è già possibile acquistare i biglietti per il Web Marketing Festival 2020 ad un prezzo scontato. Noi non possiamo fare a meno di consigliarvi di partecipare: ne vale davvero la pena!

 

Debora,
Web Content Editor

Come scrivere una newsletter di successo in 3 fasi

Nonostante il ruolo sempre più prominente dei social media, la newsletter resta tuttora un validissimo strumento per mantenere attive le relazioni con i propri clienti attuali e potenziali. Questo a patto che non si tratti di messaggi pubblicitari spazzatura.

Creare una newsletter è infatti un’attività molto più complessa di quello che potrebbe sembrare. Devi definire l’obiettivo della newsletter e impostarne la strategia, scegliere il software con cui crearla e inviarla, scrivere il copy e monitorarne i risultati una volta pubblicata. E il rischio di risultare banali e incostanti oppure troppo pomposi e insistenti è sempre dietro l’angolo.

Ma cos’è la newsletter?

La newsletter è una sorta di bollettino attraverso cui un’azienda o un professionista possono inviare una comunicazione via mail agli iscritti per informarli su novità, promozioni, eventi e molto altro. Si tratta di una vera e propria fonte di traffico, esattamente come i motori di ricerca e i social media. E cioè di uno strumento fondamentale per incrementare il flusso di visitatori che arriva sul tuo sito.

Come si scrive, quindi, una newsletter di successo? L’importante è seguire definire gli obiettivi comunicativi, pianificare accuratamente il calendario editoriale e creare un copy e catturi l’attenzione dell’utente.

Vediamo più nel dettaglio ciascuna di queste tre fasi.

1. Definisci la strategia di email marketing

A cosa serve la newsletter? La definizione della strategia è il punto di partenza: cosa scrivere dipenderà dallo scopo ultimo della strategia che hai deciso di mettere in atto. In poche parole: prima dovrai definire l’obiettivo della newsletter, e solo dopo potrai iniziare a scriverla.

La mail servirà a vendere prodotti o servizi? O a sponsorizzare eventi? Oppure ancora a segnalare ai lettori la pubblicazione di un nuovo articolo sul blog? Ad obiettivi diversi corrispondono strategie diverse, con contenuti diversi.

Puoi anche raggiungere più obiettivi creando più campagne di email marketing: in questo caso dovrai suddividere i contatti in diversi segmenti target, quindi in più mailing list, in modo da poter inviare un messaggio specifico ai soli contatti interessati a quel prodotto, servizio o argomento in particolare. Più è accurata la profilazione, più sarà elevato il tasso di apertura della newsletter.

2. Pianifica il calendario editoriale

Ci sono diverse cause che spingono l’utente ad annullare l’iscrizione alla newsletter. Una delle più rilevanti è senza dubbio l’eccessiva pubblicazione.

Ogni quanto va pubblicata la newsletter? Molto dipende dal tipo di business, di campagna e di messaggio. Sicuramente, però, inviare newsletter ogni giorno o addirittura più volte al giorno non è la strategia migliore. D’altra parte, anche essere incostante e non investire tempo nel mantenimento dei rapporti con gli utenti rischia di indebolire il loro coinvolgimento.

Se la tua campagna di email marketing è appena partita, l’unica cosa che puoi fare è sperimentare. Fai diversi tentativi cambiando frequenza, giorno e ora di invio e monitora i KPI (Key Performance Indicator), ossia i parametri che ti consentono di capire se la newsletter ha avuto successo o meno. I parametri più importanti sono l’Open Rate, ossia la percentuale di utenti che hanno effettivamente aperto la mail, e la Click-through Rate, ossia la percentuale di utenti che hanno cliccato su uno dei link o su una delle call to action presenti al suo interno.

Monitorare attentamente questi parametri per ciascuna campagna ti consentirà di individuare la frequenza ideale di pubblicazione nel corso di pochi mesi. Una volta che l’avrai individuata, sarai in grado di strutturare la tua campagna di email marketing in modo molto più preciso e di assicurarti risultati migliori.

3. Crea un copy chiaro, accattivante e persuasivo

Potremmo ‘sezionare’ una qualsiasi newsletter in due aree principali: i livelli di anteprima, e il contenuto testuale e/o multimediale interno. I contenuti sono il cuore della newsletter, ma anche la mail più curata e graficamente accattivante risulta inutile se il destinatario non è disposto ad aprirla. L’utente medio riceve infatti decine di mail al giorno, e dedica solo pochi secondi alla loro selezione: è in questo brevissimo lasso di tempo che sceglie se aprire oppure cestinare la tua newsletter. Per cui…

Cura l’anteprima

La decisione dell’utente di aprire o cestinare il messaggio è influenzata dai tre livelli di anteprima della newsletter: mittente, oggetto e preheader. Questi sono gli unici elementi che il destinatario è in grado di visualizzare prima dell’apertura, ed è quindi fondamentale fare in modo che stimolino il suo interesse.

newsletter-mittente-oggetto-preheaderI livelli di anteprima guidano l’utente in un percorso di lettura che fornisce un’anticipazione, via via sempre più approfondita, del contenuto del messaggio. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Mittente

Sei tu, azienda o professionista, che invii la newsletter. Sembra un elemento banale, ma non lo è affatto: il destinatario della newsletter deve ricordare chi sei, stabilire se ti ritiene una fonte affidabile e decidere se è interessato a leggere ciò che vuoi comunicargli. La regolarità con cui invii le tue newsletter gioca senza dubbio a tuo favore: inviando aggiornamenti regolari aiuterai i tuoi iscritti a ricordarsi di te.

Oggetto

Si tratta di una stringa di contenuto che funge da “titolo” della newsletter. L’oggetto anticipa in modo estremamente sintetico il contenuto della mail, ed è quindi un elemento di primaria importanza. L’oggetto perfetto dovrebbe essere:

  • Breve. La maggior parte dei client di posta elettronica permette di visualizzare all’incirca 50 caratteri, spazi inclusi. Gli oggetti più lunghi vengono tagliati, con il rischio di nascondere al destinatario informazioni importanti. Se non è possibile ridurre il numero di caratteri, è fondamentale avere l’accortezza di posizionare i termini più importanti all’inizio del titolo. In questo modo le informazioni chiave saranno visibili su tutti i client, anche nella versione mobile (dove il numero di caratteri visibili si riduce ulteriormente).
  • Coerente. L’oggetto deve rappresentare fedelmente il contenuto della mail. Un oggetto poco coerente o addirittura ingannevole porterà l’utente ad annullare l’iscrizione alla newsletter o a segnalare la mail come spam, con conseguenti effetti negativi sull’intera campagna.
  • A prova di spam. Utilizzare emoji o termini promozionali è permesso e anzi può aiutare a catturare l’attenzione dell’utente, ma bisogna stare attenti a non esagerare. Spesso gli oggetti di mail commerciali e promozionali contengono parole che vengono intercettate e classificate come spam. Tra queste: gratis, sconto, approfitta, offerta, investimento, congratulazioni, reddito extra e molte altre. In breve, rischiano di essere contrassegnate come spam tutte quelle newsletter che contengono parole o frasi che suggeriscono gratuità, sconti, urgenza, esaltazione o benefici economici per il destinatario.
Preheader

Consiste in un’ulteriore stringa di contenuto che segue l’oggetto della newsletter e della quale vengono mostrati i primi 100 caratteri, spazi inclusi. Il preheader riporta informazioni aggiuntive rispetto all’oggetto e viene interpretato dal destinatario come un ulteriore incentivo o disincentivo alla lettura. La possibilità da parte del mittente di sfruttare il preheader per specificare ulteriormente i contenuti del messaggio riduce il rischio che l’utente percepisca la mail come spam, e quindi il rischio che la segnali. Brevità, coerenza e professionalità sono fondamentali anche nella stesura di questo breve sommario.

Scegli il tuo stile comunicativo

Come detto poco fa, cosa scrivere nella newsletter dipende dagli obiettivi strategici e comunicativi che ti sei prefissato. Prima di iniziare a creare i contenuti, però, è fondamentale definire lo stile comunicativo (o tone of voice) che decidi di portare avanti.

Lo stile comunicativo identifica il tuo brand, i tuoi valori e i tuoi obiettivi ed è ciò che permette all’utente di riconoscerti facilmente. Per questo deve mantenere una certa coerenza con le altre piattaforme utilizzate (sito web, blog, social media).

Una volta definito lo stile comunicativo, sei pronto per iniziare a scrivere il contenuto della newsletter. Cosa puoi comunicare ai tuoi utenti e di quale materiale puoi fornirli? Ecco qualche idea:

  • Articoli del blog. Puoi portare traffico al tuo blog avvisando i tuoi lettori ogni volta che aggiungi un nuovo articolo, oppure tramite una newsletter riepilogativa a cadenza settimanale o mensile.
  • Notizie importanti. Puoi inviare una newsletter ai tuoi iscritti per comunicare l’avvio di una promozione, l’uscita di un nuovo prodotto, l’avvicinarsi di un evento e molto altro.
  • Contenuti speciali. Puoi rafforzare la relazione con gli iscritti alla tua newsletter inviando loro contenuti esclusivi non pubblicati altrove. Ci sono diversi tipi di contenuto che puoi inviare: un articolo inedito, una presentazione, un video o webinar, un ebook, un case study e altro ancora.

Quindi, come si scrive una newsletter di successo? Un breve riepilogo

Cura i livelli di anteprima

Scrivi un oggetto e un preheader che siano accattivanti e che facciano capire all’utente il beneficio che trarrà dalla lettura della newsletter. Sii breve, chiaro, onesto ed evita di utilizzare parole spam.

Mantieni l’identità

Fai in modo che la tua identità sia facilmente riconoscibile dall’utente. Inserisci il logo aziendale, riproponine i colori e scegli uno stile comunicativo che sia coerente su tutte le piattaforme utilizzate.

Occhio alla leggibilità e al design

Assicurati di utilizzare un template responsive e struttura il messaggio in modo da renderlo facilmente leggibile. Scrivi un titolo, suddividi il testo in paragrafi da arricchire con foto accattivanti, e usa font chiari e poco elaborati. Ricorda inoltre di personalizzare ed evidenziare la call to action, e di inserire i tuoi contatti e le icone di rimando ai tuoi profili social.

Spiega i benefici e sottolinea il valore aggiunto

Agli utenti non interessa leggere descrizioni infinite e pompose dei prodotti o servizi che stai cercando di vendere. A loro interessa sapere quali sono i benefici concreti che potranno ottenere dal loro acquisto e/o utilizzo. In poche parole, qual è il valore aggiunto che sei in grado di offrire?

Monitora i risultati

I KPI delle tue newsletter sono fondamentali non solo perché ti aiutano a capire se la newsletter ha avuto successo o meno, ma soprattutto perché ti permettono di individuare eventuali errori e di correggere il tiro.

Seguendo con attenzione e impegno questi passaggi, le tue percentuali di open rate e click rate aumenteranno in fretta, così come il traffico al tuo blog o sito web.

 

Debora,
Web Content Editor

Startup e digital strategy: i casi Log-Inn e Log-Up

Nel corso degli ultimi anni, l’evoluzione delle tecnologie e le profonde trasformazioni avvenute nel mondo del lavoro hanno portato alla nascita di molte nuove imprese attualmente in fase di sviluppo. Le nuove imprese che si basano sull’innovazione tecnologica, sviluppano progetti innovativi e presentano un business model facilmente scalabile sono definite startup.

SITO WEB PER STARTUP: LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI

L’obiettivo primario di chi fonda una startup è quello di attrarre tanto clienti quanto investitori: dotarsi di un sito web risulta quindi fondamentale per farsi conoscere e trovare su Internet da tutte quelle persone interessate al prodotto o servizio offerto. Tra le caratteristiche principali che un sito web pensato per incrementare la brand awareness di una startup dovrebbe presentare figurano senz’altro:

  • l’affidabilità dell’hosting e la velocità di caricamento del sito
  • il design semplice, professionale e mobile first
  • il focus su un obiettivo, un prodotto o un servizio in particolare che funga come base per lo sviluppo di un contenuto informativo mirato

Per questo motivo, affidarsi a professionisti del design è essenziale per avere un sito accattivante e funzionale che permetta di presentarsi sul mercato con un’immagine strutturata.

CASE STUDY: DEFINIZIONE E IMPLEMENTAZIONE DELLA STRATEGIA DI BRANDING E COMUNICAZIONE PER LOG-INN E LOG-UP

Log-Inn

Log-Inn (dalla contrazione di Logistic Innovation) nasce a fine 2018 dall’incontro di cinque aziende del territorio – Movinlog, Ingfor, L&O, Il Mondo, Gopura – specializzate in consulenza strategica e riconversione dei processi produttivi in chiave 4.0. Da subito, l’obiettivo primario di queste aziende è stato quello di sviluppare soluzioni innovative volte all’ottimizzazione dei processi produttivi, logistici e distributivi delle imprese che desiderano posizionarsi a un livello più alto all’interno del proprio mercato di riferimento.

Come agenzia di comunicazione, dallo scorso Ottobre siamo al fianco di Log-Inn per la definizione e l’implementazione di una digital strategy efficace, fondata sulle caratteristiche e sui valori distintivi della startup e rivolta al futuro. Per Log-Inn abbiamo realizzato un sito corporate one-page che l’utente può consultare con uno scroll verticale: un design particolarmente efficace in quanto pensato per essere altamente responsive e mobile first.

Per Log-Inn abbiamo inoltre ideato un payoff sintetico ma efficace (“Make the complex simple”) e creato il logo e gli strumenti di supporto con cui i partner della rete hanno partecipato all’ultima edizione del Richmond Logistics Forum di Gubbio: biglietti da visita, brochure aziendale e flyer con QR code legato ad una landing page. Il tutto con il duplice obiettivo di aumentare la brand awareness della startup e di sensibilizzare verso l’innovazione Made in Italy.

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Biglietti da visita Log-Inn

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Flyer Log-Inn

Log-Up

Log-Up (dalla contrazione di Logistic Upgrade) nasce a Febbraio 2019 da una rete formata da tre aziende del territorio – Movinlog, Ingfor e Netandwork – specializzate in consulenza strategica, riconversione dei processi produttivi in chiave 4.0 e fornitura di servizi Internet e di telecomunicazione in ambito B2B.

L’obiettivo primario di queste aziende è quello di rispondere a un’esigenza comune a numerose realtà: creare innovazione consapevole in ambito logistico. Una mission che si traduce nella fusione dei rispettivi valori e know-how in un’unica nuova realtà capace di semplificare dinamiche complesse, migliorando le performance aziendali dei propri clienti e monitorando in tempo reale i risultati ottenuti.

Dopo un’attenta analisi di elementi fondamentali come mercato di riferimento, target e competitor, abbiamo compreso l’importanza di creare un’immagine fresca e positiva per Log-Up, che rispecchiasse l’energia del gruppo e permettesse a quest’ultimo di presentarsi sul web in modo trasparente, professionale e strutturato.

In questo caso, la strategia di Web Scriptum si è basata su una narrazione incentrata non sul prodotto, quanto piuttosto sull’esperienza delle singole aziende che fanno parte della rete e sul valore aggiunto del servizio di consulenza targato Log-Up. Per rendere efficacemente la sapiente sinergia creatasi fra esperienza ed etica del lavoro abbiamo inoltre ideato un logo facilmente riconoscibile, un payoff chiaro e persuasivo (“A fianco di chi sceglie la strada dell’innovazione”) e un sito web one-page. Ciascun elemento della strategia di comunicazione da noi ideata ha contribuito a delineare l’immagine di una realtà giovane e innovativa, che ogni giorno contribuisce a creare innovazione consapevole per i propri clienti.

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Logo Log-Up

I siti di Log-Inn e Log-Up, attualmente online, si rivolgono ad un target B2B. Il taglio stilistico conferito ad entrambi i siti si avvale di un mix di elementi grafici e animazioni realizzati su misura da Web Scriptum. Per quanto riguarda invece le scelte testuali, esse vertono verso un’unica direzione: trasmettere il messaggio che affidarsi a Log-Inn e Log-Up significa esaltare l’innovazione Made in Italy e compiere una scelta di valore, supportando ogni giorno la passione e l’impegno di consulenti e professionisti del settore della logistica.

 

Debora,
Web Content Editor

Digital 2019: analisi del nuovo report di We Are Social e Hootsuite

Puntuali come ogni anno, We Are Social e Hootsuite presentano il report Digital 2019, che vuole dare uno spaccato sullo scenario digitale presentando una ricca serie di dati relativi all’utilizzo di Internet, del mobile, delle piattaforme social e dell’e-commerce.

In questo articolo, presentiamo i dati più importanti ricavati dall’indagine, riflettendo sull’impatto che questi avranno sui comportamenti e sulle strategie di comunicazione e di vendita delle aziende.

MONDO

Internet

A livello globale, nel 2018 gli utenti internet hanno raggiunto quota 4,3 miliardi (il 57% della popolazione mondiale), registrando un incremento di 367 milioni di nuovi utenti, cioè circa un milione in più ogni giorno. Quasi 4 miliardi navigano frequentemente da mobile (il 52% della popolazione).

La popolazione globale spende circa 6 ore e 42 minuti su Internet ogni giorno, circa la metà via mobile e circa un terzo sui social network.

Interessanti anche i dati relativi ai contenuti in streaming: il 92% della popolazione guarda video online, il 53% riproduce contenuti TV su Internet, il 30% gioca online e il 23% guarda altri gamers giocare online. A dimostrazione che il gaming è un mondo da non sottovalutare.

Social media

Gli utenti attivi sui social hanno superato i 3,4 miliardi (il 45% della popolazione mondiale) con un incremento di 288 milioni rispetto all’anno precedente. Il tempo trascorso quotidianamente sulle piattaforme social è di poco superiore alle due ore.

Facebook resta la piattaforma ideale per l’advertising, con un audience di oltre 2 miliardi di utenti. Seguono Instagram con 895 milioni, LinkedIn con 604, Snapchat con 307 e Twitter con 251. Instagram si piazza invece al primo posto per quanto riguarda il numero di nuovi utenti (+38 milioni), seguito da Facebook (+37 milioni).

Su Facebook, i video restano la tipologia di contenuto preferita dagli utenti con un engagement rate del 6,03%. Seguono le immagini (4,48%), i link (3,01%) e i post di solo testo (2,01%). Questa tendenza va probabilmente di pari passo con il miglioramento delle performance di velocità delle connessioni.

E-commerce

Nel 2018, l’84% degli utenti Internet ha cercato un prodotto o servizio online e il 75% lo ha effettivamente acquistato (oltre la metà via mobile). I beni di consumo sono stati acquistati online da 2,8 miliardi di persone (con un aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente). “Amazon” è stata la parola chiave maggiormente digitata su Google dagli utenti interessati ad effettuare acquisti online.

ITALIA

Internet

Nel 2018, hanno navigato su Internet 54,8 milioni di italiani, ossia il 92% della popolazione (11 milioni in più rispetto all’anno precedente). Circa 50 milioni sono gli utenti che navigano via mobile, ossia l’85% della popolazione.

Gli italiani spendono circa 6 ore e 4 minuti su Internet ogni giorno – e solo la metà davanti alla TV – trascorrendo circa un terzo del tempo sui social network. La stragrande maggioranza degli utenti (l’88%) accede ad Internet almeno una volta al giorno. In breve: quasi tutti gli italiani navigano online per oltre 6 al giorno, tutti i giorni.

Per quanto riguarda i contenuti streaming, il 92% degli italiani guarda video online, il 43% riproduce contenuti TV su Internet, il 16% gioca in modalità streaming live e l’11% guarda altri gamers giocare online.

Infine, quasi un italiano su tre (il 30%) sfrutta i comandi vocali e le potenzialità offerte dalla ricerca vocale.

Social media

Sono 35 i milioni di italiani attivi sulle piattaforme social (+2,9% rispetto all’anno precedente), con ben 31 milioni di persone che vi accedono da mobile (+3,3%). Il 98% di chi è iscritto ad una piattaforma social la usa su base mensile e tre utenti su quattro (il 74%) interagiscono attivamente con i brand e gli altri iscritti. Il tempo trascorso quotidianamente sui social è di poco inferiore alle 2 ore.

Le piattaforme social più attive sono YouTube e Facebook (che comprende anche WhatsApp e Instagram). L’app di messaggistica preferita dagli utenti è WhatsApp.

Per quanto riguarda l’advertising, la situazione italiana riflette quella globale: Facebook, al primo posto, conta un’audience di 31 milioni, seguiti dai 19 di Instagram, i 12 di LinkedIn, i 2,5 di Snapchat e i 2,3 di Twitter.

Anche la preferenza globale per i contenuti video su Facebook viene confermata dai dati relativi all’Italia: questi generano infatti un engagement rate 5,95%. A seguire le immagini (4,39%) e i link (2,44%). I post di solo testo generano invece un engagement rate molto più basso rispetto alla media globale (solo lo 0,09%). Questo riconferma la necessità di combinare testo ed elementi multimediali per catturare l’attenzione degli utenti.

La fascia d’età 25-34 anni è la più presente sulle piattaforme social. Per i brand è quindi indispensabile conoscere non solo queste piattaforme, ma anche i pattern comportamentali e gli stili di vita di chi li popola. Una strategia realmente efficace si basa sulla creazione di contenuti in grado di stimolare l’interazione con gli utenti.

E-commerce

Nel 2018, l’86% degli utenti ha cercato un prodotto o servizio online e due su tre (il 75%) l’hanno effettivamente acquistato. Contrariamente al trend europeo che vede la maggior parte degli acquisti online effettuati via mobile, il 53% degli italiani ha preferito acquistare via PC.

Le categorie merceologiche più in crescita sono quelle relative al cibo e alla cura della persona (+18%), seguite dall’arredamento (+16%) e, a pari merito, elettrodomestici e moda (+13%). 38 i milioni di persone che hanno acquistato beni di consumo online.

Infine, anche in Italia “Amazon” risulta essere la chiave di ricerca per lo shopping maggiormente digitata su Google.

INTERNET TRENDS

Sia We Are Social che Hootsuite hanno provveduto a contestualizzare questi dati evidenziando i diversi trend in atto (ne abbiamo approfonditi alcuni in questo recente articolo): dal trionfo delle stories all’utilizzo della chat come nuova frontiera del Customer Service, dalla ricerca prodotti su Instagram all’utilizzo della Realtà Aumentata per personalizzare l’advertising e rendere l’esperienza online più coinvolgente. Le piattaforme social dovranno impegnarsi per riguadagnare la fiducia persa dopo lo scandalo Cambridge Analytica, mentre i brand più innovativi continueranno ad investire in nuove tecnologie quali Voice Search, Intelligenza Artificiale e Social Commerce. Infine, le aziende che attuano campagne di Influencer Marketing dovranno impegnarsi per garantire una maggiore trasparenza.

 

Debora,
Web Content Editor

Social media marketing: perché è importante e i trend del 2019

Oltre 3 miliardi di persone usano frequentemente i social media per condividere foto e video, informarsi su nuovi prodotti e servizi, interagire tra di loro e con i brand. E questo numero cresce di anno in anno, a dimostrazione che i social media non sono affatto un fenomeno passeggero.

I grandi marchi sperimentano già da anni i benefici che il corretto utilizzo di questo nuovo canale di comunicazione (e di vendita) è in grado di apportare alla strategia di marketing globale dell’azienda. Al contrario, molte piccole e medie imprese tuttora faticano a comprendere a pieno le potenzialità di questo strumento in termini di brand awareness, interazione con l’utenza, lead generation e opportunità di vendita. Spesso per pura diffidenza (Mi serve davvero una presenza sui social?), altre volte perché non dispongono di risorse umane e finanziarie sufficienti per gestirne internamente le logiche, faticando quindi a capire quali contenuti pubblicare o a quale target audience rivolgersi.

Numerosi studi dimostrano comunque che l’implementazione di una strategia di social media marketing ben pianificata risulta vantaggiosa per pressoché tutte le aziende che ne fanno uso. La risposta quindi è sì, alle aziende serve davvero una presenza sui social. Non esiste, però, una ricetta universale per il successo: perché il loro utilizzo sia efficace è necessario che le imprese individuino correttamente gli obiettivi da raggiungere e le piattaforme più adatte alla concretizzazione di tali scopi.

Perché le aziende dovrebbero realizzare una strategia di social media marketing

I vantaggi che le imprese possono ottenere dallo sviluppo di una strategia di social media marketing efficace sono numerosissimi: dalla riduzione dei costi pubblicitari rispetto ai media tradizionali alla possibilità di ottenere dati e statistiche in tempo reale, dal miglioramento della brand awareness all’opportunità di stipulare partnership esclusive. Vediamo più nel dettaglio i tre principali vantaggi derivanti dall’implementazione di una strategia di social media marketing:

  • I social media forniscono informazioni sull’audience. I social media sono senza dubbio lo strumento che meglio permette all’azienda di interagire con la propria clientela attuale e potenziale. Comunicare in modo autentico con i propri utenti e studiarne l’online behavior consente di ottenere informazioni preziose sui loro comportamenti di acquisto, e non solo. Sempre più consumatori, in particolare i millennials, scelgono i marchi anche in base alla sensibilità che questi mostrano nei confronti di temi delicati quali la tutela della salute e dell’ambiente, la parità di genere e la lotta a vari tipi di discriminazione. Anche questi sono insight preziosi che dovrebbero essere tenuti in considerazione nella fase di definizione della strategia di social media marketing, specie da quelle aziende che puntano ad incrementare la brand loyalty (cioè la fedeltà degli utenti al marchio) nel medio-lungo termine. Capire a fondo i bisogni, i valori e i desideri della propria target audience è il punto di partenza per creare contenuti mirati e di qualità, e generare così un maggior numero di conversioni.
  • La social media strategy migliora il posizionamento SEO. Non lo ripeteremo mai abbastanza: l’elemento principe della SEO è il contenuto. Questo però non significa che vadano tralasciati i numerosi altri fattori che contribuiscono ad ottimizzare correttamente il sito web e ad aumentare la brand awareness del brand. Tra questi figura anche il traffico inbound generato dai social media. Una strategia di social media marketing efficace, cioè basata su contenuti creati ad hoc per una specifica target audience, genera traffico di valore verso il sito web, migliorando la visibilità di quest’ultimo nei motori di ricerca.
  • I social impongono un’assistenza clienti continua. Rispondere tempestivamente ai messaggi ricevuti sui social non è più optional per le aziende, ma una necessità. Gli utenti interagiscono con i brand sia online che offline e in qualsiasi momento, determinando un’esperienza multicanale complessa e senza soluzione di continuità. Per questo, che si tratti di chiedere semplici informazioni o di segnalare una problematica relativa a un prodotto o servizio, gli utenti si aspettano dalle aziende risposte veloci, precise e comprensive. Integrare i canali social nella strategia di Customer Care permette quindi alle aziende di dimostrarsi più vicine ai propri clienti, e di raccogliere opinioni e suggerimenti relativi ai prodotti e servizi offerti.
Quante aziende usano i social media in Europa?

Uno studio dello scorso anno, riferito al 2017, mostra che il 47% delle aziende europee era presente su almeno un social media. Al primo posto l’Islanda con il 79% delle imprese che possedevano un account social, mentre all’ultimo posto la Polonia con il 24%. Il 45% delle aziende europee ha fatto uso di social network come Facebook o LinkedIn. L’uso di piattaforme destinate alla condivisione di file multimediali (per esempio Instagram e YouTube) ha raggiunto il 16%, mentre le piattaforme di blogging o microblogging (per esempio Twitter) sono state utilizzate dal 14% delle imprese.

In Italia, il 42% delle aziende ha usato i social network per connettersi con clienti e collaboratori, mentre solo una su quattro ha utilizzato piattaforme per condividere foto e video e solo una su otto ha sfruttato le potenzialità di Twitter. I dati, se pur non particolarmente esaltanti, mostrano comunque un miglioramento rispetto al 2013, quando solo il 36% delle aziende europee aveva una pagina social e solo il 10% faceva uso di Instagram e YouTube.

Gli obiettivi principali per cui le aziende europee hanno sfruttato i social media nel corso dello stesso anno erano: brand awareness (nel 40% dei casi), interazione con l’utenza (27%) e recruiting (9%).

I social media sono strumenti complessi e la difficoltà della loro gestione risiede soprattutto nella loro continua evoluzione, che impone ai professionisti di aggiornare costantemente le loro conoscenze e competenze.

7 social media trend a cui prestare attenzione nel 2019

Sono stati moltissimi i cambiamenti introdotti nel panorama social fino ad oggi, ed è praticamente impossibile prevedere come queste piattaforme continueranno ad evolvere nei prossimi anni. È probabile che il 2019 vedrà il sorgere di nuove tendenze, nonché l’affermarsi di numerose tendenze già introdotte lo scorso anno. Vediamo i 7 trend più significativi con cui le aziende dovranno confrontarsi nel corso dei prossimi mesi:

1. Social listening

Fare social listening significa monitorare costantemente le conversazioni online (pubblicate su social media, blog, forum e altri siti) che ruotano intorno al nostro settore, brand o prodotto/servizio. In sostanza: ascoltare gli utenti dare credito agli spunti e ai suggerimenti che possono offrirci.

Un cliente che non lascia una recensione sulla pagina Facebook dell’azienda potrebbe comunque decidere di condividere la sua opinione su un blog o forum esterno. Per questo motivo è indispensabile che l’azienda monitori le opinioni degli utenti per gestire la propria reputazione online, migliorare il servizio clienti e incrementare le opportunità di lead generation e social selling. Considerando l’abitudine ormai consolidata degli utenti di pubblicare recensioni e condividere opinioni online, il social listening è una pratica destinata ad acquisire sempre più importanza.

2. Personalizzazione dei contenuti

Personalizzare i contenuti in base ai comportamenti online degli utenti è ormai un imperativo per qualsiasi azienda che desideri mantenere una certa competitività in un mercato ormai saturo di informazioni, offerte e advertising. Uno studio recente mostra che ogni minuto:

  • 293 mila status e 510 mila commenti vengono pubblicati su Facebook
  • oltre 46 mila foto vengono pubblicate su Instagram
  • più di 120 professionisti si iscrivono a LinkedIn
  • oltre 4 milioni di video vengono visualizzati su YouTube
  • 456 mila tweet vengono condivisi

Ciò significa che social e imprese hanno a disposizione un’enorme quantità di dati relativi al comportamento online degli utenti, che vanno dalle opinioni condivise ai link cliccati, dai siti visitati a alla cronologia degli acquisti, dalle ricerche effettuate alle preferenze mostrate. Sono dati come questi che consentono a Netflix di suggerire show simili a quelli già visti, e ad Amazon di mostrare prodotti “consigliati” in base a quelli già acquistati. Certo a molti utenti non fa molto piacere sapere che social e aziende hanno tutte queste informazioni su di loro, ma si tratta, tutto sommato, del prezzo da pagare per poter ottenere un beneficio tanto grande come quello della personalizzazione dell’offerta.

3. Video marketing e live streaming

Nel 2018, il video marketing ha ottenuto un successo senza precedenti. I video conquistano gli utenti grazie alla loro immediatezza e autenticità. Talmente tanto che pare costituiscano l’80% del contenuto online che consumeremo quest’anno. Nel 2019, molti brand che ancora non hanno fatto grande uso di video inizieranno a sfruttarli, in modi diversi a seconda della piattaforma utilizzata. In particolare, acquisiranno sempre maggiori importanza i video live – da sempre utilizzati su YouTube e di recente arrivati anche su Facebook e Instagram IGTV – e il formato verticale, ideale per l’advertising e per la fruizione da mobile. Meglio i video corti o lunghi? Spetta naturalmente alla singola azienda il compito di svolgere un’analisi accurata per capire quali tipologie di video funzionano meglio con il proprio pubblico.

4. Realtà aumentata

Le piattaforme social sfrutteranno questa tecnologia con l’obiettivo di facilitare la customer experience e di trattenere l’utente sulla piattaforma il più a lungo possibile. Colossi come Facebook e Instagram stanno già investendo moltissimo in questo campo, lavorando soprattutto sull’introduzione di annunci che sfruttino la realtà aumentata per migliorare le esperienze di social commerce.

I brand puntano invece sulla realtà aumentata per incrementare la customer satisfaction e le vendite. Dare all’utente la possibilità di provare virtualmente un paio di occhiali o un rossetto prima dell’acquisto – come hanno fatto rispettivamente Michael Kors e Sephora – personalizza l’esperienza e spinge l’utente a comprare.

5. Micro-influencer e nano-influencer marketing

Gli influencer sono ormai diventati un vero e proprio social media trend che fa discutere, sia in positivo che in negativo. Vengono ormai ingaggiati da aziende di ogni tipo, settore o dimensione, nonostante i risultati concreti dell’influencer marketing siano spesso incerti e difficili da misurare.

Mentre i grandi brand possono permettersi di ingaggiare macro-influencer – ossia celebrità con centinaia di migliaia o addirittura milioni di followers – le aziende più piccole in cerca di alternative meno dispendiose stanno puntando sempre di più sui micro-influencer, ossia blogger che contano tra i 100 e i 500 mila followers, e i nano-influencer, ossia coloro seguiti da un massimo di 10 mila followers. In verità non si tratta solo di spendere meno, ma anche di compiere una scelta strategica: le personalità meno seguite godono di maggiore trasparenza e credibilità da parte dei followers, e proprio per questo registrano tassi di coinvolgimento molto più elevati (fino all’8,7%, rispetto all’1,7% delle celebrità).

6. Messaggistica e chatbot

Le app di messaggistica istantanea hanno raggiunto due miliardi di utilizzatori nel 2018 e diventeranno ancora più popolari nel corso di quest’anno, anche grazie allo scandalo Cambridge Analytica e alla percezione, diffusa tra gli utenti, che i propri dati personali siano poco protetti sui social networks. Questi nuovi canali di comunicazione fanno parte, insieme alle e-mail, del cosiddetto dark social: un terreno ricco di opportunità che vanno ben oltre il semplice scambio di messaggi. Molte di queste app – tra cui WhatsApp e Facebook Messenger – hanno infatti implementato nuove funzionalità, tra cui figurano le Stories e i chatbot adibiti al servizio clienti e al social commerce. Le aziende che riusciranno a sfruttare queste app anche per l’advertising guadagneranno un vantaggio competitivo enorme sulla concorrenza, in quanto saranno in grado di raggiungere direttamente la domanda, evitando la dispersione del messaggio pubblicitario.

7. Tempestività

I social media non dormono mai: gli utenti interagiscono tra di loro, chiedono informazioni e acquistano continuamente. E si aspettano che le aziende siano in grado di soddisfare i loro bisogni in qualsiasi momento. Tendenze già esistenti come l’assistenza continua, l’uso dei sopracitati chatbot, il monitoraggio costante e la vendita in tempo reale si rafforzeranno, andando a delineare una tipologia di marketing incentrata sulla comunicazione non-stop e in tempo reale.

Da dove partire, quindi?

È evidente che tutti questi trend rimarcano l’importanza dello sviluppo di una relazione tra brand e consumatori fondata su fiducia, trasparenza e personalizzazione dell’online experience. Per “sopravvivere” in un contesto tecnologico sempre più competitivo, le aziende dovranno investire tempo e soldi nell’analisi dell’utenza e nello studio delle nuove piattaforme e tecnologie. Parola d’ordine: sperimentare, sperimentare e sperimentare ancora. E monitorare accuratamente i risultati di ogni strategia messa in atto. Solo così si potranno individuare quelle che realmente funzionano.

 

Debora,
Web Content Editor

5 tipologie di siti web: quale scegliere?

Il termine “sito web” viene usato genericamente per indicare un oggetto composto da pagine web correlate tra loro e rintracciabile su Internet tramite i motori di ricerca. È, in sostanza, uno spazio sul web che un’azienda o un professionista possono sfruttare per presentarsi, esprimere idee, mostrare i lavori svolti o sponsorizzare i propri servizi.

È davvero indispensabile avere un sito web?

Sì. Forse sei ancora convinto che i mezzi di comunicazione offline portino più risultati rispetto al sito web, ma c’è un dato che non puoi ignorare: oltre 4 miliardi di persone navigano su Internet per reperire informazioni, comprare prodotti o leggere giornali online. Partiamo quindi da questo presupposto: i tuoi clienti sono (anche) su Internet. Questo non significa che devi smettere di usare i mezzi di comunicazione tradizionali o cartacei, ma soltanto che il tuo cliente potrebbe non accontentarsi più delle informazioni riportate sulla brochure aziendale.

L’utente moderno infatti non cerca informazioni, ma interazione. E per interagire con il cliente non basta scambiarci quattro chiacchiere davanti allo stand aziendale ad una fiera di settore. Includere il sito web nella strategia di comunicazione della tua azienda ti permette di incrementare la visibilità di quest’ultima e di acquisire e fidelizzare un maggior numero di clienti in minor tempo. Cerca quindi di sfruttare tutti i mezzi a tua disposizione per mantenere alto nel tempo l’interesse dei clienti nei confronti dell’azienda e dei prodotti o servizi offerti.

Qual è il sito web perfetto per te?

Ogni tipologia di sito web ha caratteristiche peculiari e funzionalità diverse. Prima di pensare a domini e certificati, poniti alcune domande: cosa vuoi ottenere sul web? Quali obiettivi vuoi raggiungere? A che tipo di clientela vuoi rivolgerti? Vuoi soltanto far conoscere l’azienda e i servizi, o ti piacerebbe sfruttare il sito anche come nuovo canale di vendita?

Ogni azienda è unica, e così anche il sito web deve rispettarne l’unicità. Nel corso degli anni, l’evoluzione del Web e lo sviluppo di nuove tecnologie hanno dato vita a diverse tipologie di sito web. Vediamo quindi quali sono le 5 principali tipologie di sito web che puoi scegliere per comunicare online con il tuo pubblico di riferimento:

1. Sito corporate

È senza dubbio la tipologia di sito più diffusa, usata dalle aziende per presentarsi e descriversi. È definito anche sito vetrina, proprio perché è come se fosse una sorta di vetrina online tramite cui l’azienda può esporsi e catturare l’attenzione degli utenti. Per questo è fondamentale che la grafica sia moderna, e il contenuto chiaro e aggiornato. Il sito corporate è in genere composto da più pagine: la homepage funge da riassunto dell’intero sito, mentre le varie pagine descrivono le singole sezioni in maniera più approfondita (per esempio “chi siamo”, “cosa facciamo”, “contatti”).

I siti corporate possono essere statici o dinamici. I siti statici sono formati da pagine indipendenti messe in relazione da un menu. Le pagine di un sito web dinamico sono invece entità “astratte”, nel senso che si limitano a mostrare contenuti – testuali e multimediali – ospitati su un database o CMS (Content Management System). I siti dinamici hanno il grande vantaggio di essere molto più facili da gestire e aggiornare, nonché più economici da realizzare.

Che un sito sia statico o dinamico, la sua efficacia nel trasmettere l’identità aziendale e potenziare il rapporto con i clienti dipenderà comunque dalla strategia comunicativa messa in atto. Per questo potresti scegliere di affiancare al sito web una landing page, un blog o un e-commerce a seconda che il tuo obiettivo ultimo sia generare nuovi contatti, informare o vendere prodotti online.

2. Landing page

La landing page è una pagina web – che può essere legata al sito aziendale oppure indipendente – sulla quale si vuole far “atterrare” gli utenti in situazioni specifiche. Viene utilizzata principalmente per anticipare un nuovo prodotto o servizio o per aumentare la brand awareness di un’impresa in prossimità di un evento importante. Per questo motivo la landing page è tra gli elementi chiave di una strategia di inbound marketing, in quanto è progettata specificamente con l’obiettivo di aumentare contatti, conversioni e vendite. Rappresenta, cioè, lo strumento ideale per convertire il visitatore in lead.

La differenza principale tra sito web aziendale e landing page è che quest’ultima deve necessariamente spingere l’utente a compiere un’azione (per esempio l’iscrizione a una newsletter o l’acquisto del prodotto o servizio presentato). Nel momento in cui l’utente compie l’azione designata, si parla di conversione.

Per convertire è indispensabile inserire sia una call-to-action chiara e stimolante, sia un modulo di contatto che permetta all’azienda di raccogliere i dati dell’utente. Altri elementi che aiutano a rendere efficace una landing page sono il design moderno, i contenuti di qualità e i bottoni social.

3. Portfolio

Il sito portfolio viene utilizzato da iberi professionisti e aziende per mostrare i progetti svolti. È una sorta di CV digitale e interattivo, diffuso prettamente in ambito creativo (lo usano fotografi, grafici, agenzie di comunicazione, designer, artisti). Presenta solitamente un contenuto semplice ma una grafica elaborata.

Può assumere la forma di un catalogo online se lo scopo è informativo, oppure può riportare le best practice con una piccola descrizione del processo creativo se lo scopo è catturare l’attenzione del potenziale cliente. Può inoltre essere composto da un’unica pagina, oppure includere un menu semplice e limitato che riporti anche una breve biografia o panoramica dell’azienda e una descrizione dei servizi offerti.

4. Corporate blog

Si tratta di una sorta di magazine online il cui scopo primario è quello di informare gli utenti tramite la creazione e pubblicazione di articoli legati all’azienda o al settore di riferimento (per esempio news su eventi a cui l’azienda partecipa, presentazione di nuovi prodotti, annunci di nuove partnership).

La cosa peggiore che un’azienda può fare è creare un blog pur sapendo di non avere tempo e risorse sufficienti per mantenerlo attivo. Se scegli di creare un blog da affiancare al tuo sito web, assicurati di aggiornarlo spesso e di avere in azienda un Content Editor in grado di curare la forma e il linguaggio degli articoli.

Per rendere più semplice la consultazione degli articoli, opta per un’esposizione a cascata che mostri gli articoli in ordine cronologico o, ancora meglio, per un menu che permetta di raggrupparli in categorie. Infine, per stimolare l’interazione tra azienda e utenti/clienti permetti a quest’ultimi di commentare e di condividere gli articoli sui principali social network.

5. E-commerce

Questa tipologia di sito è dedicata alla vendita online di prodotti e servizi. La struttura e la grafica del sito variano solitamente in base al numero di prodotti in vendita e alla tipologia di venditore. Un piccola azienda che produce e vende una sola linea di prodotti di nicchia opterà probabilmente per un sito web completo in cui all’e-commerce si affiancano pagine dedicate alla storia dell’azienda e all’evoluzione del prodotto, e punterà su uno stile comunicativo emotivamente coinvolgente. Una grande azienda con un catalogo prodotti molto ricco (per esempio IKEA) o un rivenditore potrebbero invece optare per un sito più “freddo” e commerciale. In entrambi i casi, un elemento che non può mancare è il carrello elettronico, l’elemento che contraddistingue il percorso che guida l’utente fino alla fase finale di acquisto.

I siti di e-commerce vengono gestiti tramite una piattaforma comprendente un pannello di amministrazione. Questo permette all’azienda o al rivenditore di controllare tutto il processo di vendita, gestire il magazzino prodotti, fatturare ai clienti, impostare offerte o pacchetti e ricavare dati su vendite e clienti. Può essere un sito tanto semplice quanto estremamente complesso, in quanto può essere arricchito da un’infinità di funzionalità e plugin. In ogni caso, i vantaggi sono pressoché immediati: i costi di gestione sono più bassi rispetto a un negozio fisico, la vendita è continua e le informazioni ricavate permettono di modificare e aggiornare efficacemente l’offerta in base ai bisogni e alle preferenze degli utenti.

Hai le idee più chiare?

Ricapitolando: un sito corporate è perfetto per le aziende che vogliono far conoscere la loro storia e i prodotti o servizi che offrono; la landing page è l’ideale per le aziende che desiderano anticipare un nuovo prodotto o servizio e che puntano ad ottenere nuovi contatti (lead); il portfolio è indicato per chi vuole mostrare le proprie abilità e competenze tramite la presentazione dei lavori già svolti; il corporate blog punta a far avvicinare gli utenti al tuo business; infine, l’e-commerce è perfetto per chi vuole aprire un nuovo canale di vendita. Scegli il sito che si adatta meglio non solo al tuo business, ma anche ai bisogni e alle esigenze della tua clientela di riferimento.

Ricordati però che per poter creare un sito professionale e al passo coi tempi è necessario non solo possedere competenze tecniche, ma anche aver ben chiara la strategia comunicativa che si andrà a perseguire. Se non disponi di competenze tecniche o strategiche sufficienti puoi affidarti ad una web agency: questa ti aiuterà a curare l’immagine online della tua azienda analizzando settore e clientela di riferimento, creando contenuti originali e risolvendo velocemente eventuali problemi tecnici.

Hai ancora dubbi? Contattaci, ti aiuteremo a definire la strategia comunicativa e la tipologia di sito più indicate per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Perché le PMI dovrebbero investire nel digitale

La comunicazione digitale

La comunicazione digitale può essere definita come l’insieme delle attività di creazione e diffusione dei contenuti – sia testuali che multimediali – attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Stando ai dati del Rapporto sulla Conoscenza 2018 (Istat), attualmente solo 7 imprese italiane su 10 dispongono di un sito web e solo 4 su 10 utilizzano almeno una piattaforma social per obiettivi di interazione, acquisizione e fidelizzazione.

Il problema della scarsa presenza online riguarda, com’è intuibile, soprattutto le PMI. I piccoli imprenditori infatti difficilmente riescono a sfruttare a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie, a causa sia della minor disponibilità di risorse umane e finanziarie, sia del persistere di una cultura imprenditoriale che ancora fatica a comprendere il ruolo del cliente-utente moderno e a riconoscere i vantaggi ottenibili da una gestione strategica degli strumenti web 2.0.

La maggior parte delle PMI continua a investire quasi unicamente nei canali tradizionali, una strategia che non paga se consideriamo che l’83% delle aziende italiane fallite nel 2013 non era sul Web.

Perché è importante la comunicazione digitale?

I dati sopracitati risultano ancora più sconfortanti se messi in relazione con quelli presentati nel report Digital Italia 2018, realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite: il 73% degli italiani naviga frequentemente su Internet, il 57% è attivo sui social media e l’online si trova al secondo posto nella lista dei canali pubblicitari che spingono gli utenti ad acquistare un dato prodotto o servizio (preceduto solo dalla televisione).

Ne deriva che per le imprese essere presenti su Internet non è più solo un’opportunità, ma una necessità. E non è più nemmeno sufficiente essere presenti: bisogna essere visibili, cioè strutturare un approccio Inbound che porti alla creazione di contenuti mirati in grado di intercettare l’interesse di un determinato pubblico di potenziali clienti. In questo modo, sarà l’utente interessato a contattare l’azienda, non viceversa.

Investire nella comunicazione digitale – che avvenga tramite sito web, marketplace o social network – porta quindi enormi vantaggi alle aziende, PMI incluse.

8 motivi per cui le PMI dovrebbero investire nella comunicazione digitale

Vediamo gli 8 principali vantaggi che le PMI possono trarre dall’implementazione di un’efficace strategia di comunicazione digitale:

1. Brand awareness: sfruttare strategicamente e sinergicamente i canali digitali ti permette di potenziare la visibilità online e la brand awareness della tua azienda. In questo modo essa sarà la prima alternativa che verrà in mente a quella fetta di consumatori interessati al prodotto o servizio offerto

2. Maggiore competitività: molti dei tuoi competitor probabilmente non hanno né un sito web né un profilo sui principali social network. Se inizi a comunicare online prima di loro potrai raggiungere più clienti potenziali, incrementando le opportunità di business e guadagnando un importante vantaggio competitivo.

3. Presenza multichannel e cross-device: gli utenti cercano informazioni usando dispositivi e canali differenti. È quindi necessario definire una strategia digitale che tenga conto delle caratteristiche dei diversi canali utilizzati dall’utente e del suo customer journey. Va inoltre ricordato che un sito web genera spesso benefici anche per i canali offline.

4. Migliore profilazione: il Web mette a disposizione delle imprese una quantità maggiore di strumenti per la profilazione dell’utenza che consentono di creare offerte e contenuti mirati e di comunicarli all’utente giusto nel momento giusto.

5. Ottimizzazione dei costi: profilare correttamente ti permette di focalizzare le risorse su un target specifico che porterà risultati concreti, evitando spese inutili. Inoltre, la pubblicità sul web è spesso più economica di quella realizzata tramite i canali tradizionali.

6.Opportunità di business globale: il web abbatte le barriere spaziali e temporali. Una presenza strategica sul web ti permette di far conoscere la tua azienda anche all’estero (a questo proposito si consiglia di tradurre e indicizzare il sito web in almeno una lingua straniera). Così potrai ampliare il tuo portafoglio clienti e dar vita, se lo desideri, a un progetto di internazionalizzazione.

7. Interazione: grazie ai media digitali potrai interagire direttamente con gli utenti in modo amichevole e informale. Questo ti permetterà di coinvolgerli nel processo di creazione dell’offerta e di fidelizzarli. Potrai inoltre sfruttare tipologie di comunicazione digitale innovative e interattive come la realtà aumentata e la grafica 3D.

8. Misurazione dei risultati: a differenza dei canali tradizionali, i canali digitali mettono a disposizione delle imprese un’infinità di tools grazie ai quali potrai ricavare dati precisi e gestire accuratamente il tuo budget, massimizzando il profitto. I dati ti aiuteranno inoltre a capire se la strategia implementata necessita di modifiche o miglioramenti.

A che punto è la tua impresa?

In base a quanto detto risulta evidente che l’imprenditore che rifiuta di investire nella comunicazione online fa un favore alla concorrenza.

Possiamo quindi concludere che la comunicazione online è essenziale per le PMI e che risulta efficace se dice al mercato in maniera chiara, trasparente e persuasiva esattamente ciò che quest’ultimo vuole sapere.

La tua impresa è presente sul Web? Oppure non ha ancora un sito e non è attiva sui social, ma credi sia giunta l’ora di proiettarla nel futuro sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie? Contattaci! Web Scriptum ti aiuterà a definire una strategia di comunicazione online su misura per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Il catalogo aziendale: uno strumento fondamentale per il tuo business

Indipendentemente dal tipo di azienda o dal settore di appartenenza, il catalogo aziendale rappresenta ancora oggi uno strumento di comunicazione e di vendita estremamente efficace il cui scopo primario è presentare i prodotti dell’impresa in maniera precisa, dettagliata e graficamente ordinata. Il catalogo non va quindi confuso con altri strumenti pubblicitari – brochure, dépliant, pieghevoli o manifesti – creati per scopi completamente differenti, quali la presentazione di servizi e offerte o la promozione di nuovi prodotti.

Il catalogo come strumento di relazione tra impresa e clienti

Oltre alla presentazione dei prodotti, un catalogo aziendale ben pianificato e visivamente curato può apportare benefici aggiuntivi all’azienda, uno su tutti il rafforzamento dell’identità del brand e della relazione tra impresa e clienti. Basti pensare al catalogo IKEA – nato nel 1951 e pubblicato ogni anno in 27 lingue e oltre 200 milioni di copie – il cui successo risiede nel presentare non mobili o accessori, ma vere e proprie storie di vita, di famiglia, di amicizia (tanto che tutti i prodotti hanno nomi derivanti da persone, luoghi, modi di vivere ed altri elementi tipici della cultura svedese). IKEA ha fatto del catalogo aziendale un mezzo talmente potente che pare vanti addirittura numerosi collezionisti.

Non bisogna però fare l’errore di credere che il catalogo funzioni solo per le grandi aziende: anche le piccole realtà possono sfruttare questo strumento per soddisfare le esigenze informative dei clienti e rafforzare la propria immagine aziendale. Un buon catalogo trasmette infatti un senso di professionalità, serietà e corretta organizzazione. Ciò è ancora più vero in ambito B2B, dove il catalogo resta una risorsa di grande valore non ancora sostituibile da altri strumenti di comunicazione.

Come creare un catalogo aziendale bello e funzionale agli obiettivi?

Perché il catalogo aziendale risulti efficace – perché, cioè, attragga l’attenzione del potenziale cliente e lo convinca a comprare dall’azienda – è necessario che rispetti tre caratteristiche principali: struttura informativa e grafica ordinata, foto di elevata qualità e testi precisi. Le aziende presenti su Internet possono inoltre rendere il proprio catalogo consultabile e scaricabile direttamente dal proprio sito web.

Va da sé che spesso le piccole aziende non hanno gli strumenti o il personale adeguato per dar vita ad un prodotto così complesso in cui anche la tipologia della carta, i colori e le rifiniture giocano un ruolo fondamentale. Che fare, quindi? La scelta migliore è quella di affidarsi ad un’agenzia di comunicazione, ossia ad una realtà capace di riunire in un unico prodotto l’aspetto estetico, quello funzionale e quello rappresentativo dell’unicità dell’azienda e dei suoi prodotti.

In Web Scriptum realizziamo cataloghi accattivanti, coerenti con l’immagine aziendale, facilmente consultabili su Internet e scaricabili tramite QR code (scopri di più). Sei interessato? Contattaci! Non vediamo l’ora di scoprire di più sulla tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor