Al vostro fianco, oggi ancora di piÙ

Sono passate diverse settimane dal nostro ultimo giorno in ufficio, ancora non era arrivata la primavera e finita la giornata di lavoro ci siamo salutati come ci salutavamo sempre, certi di tornare il lunedì. E invece, nonostante la nuova sede appena inaugurata (che un giorno avrà l’inaugurazione che si merita!), come Webscriptum abbiamo attivato immediatamente lo smartworking, consapevoli della fortuna di avere un lavoro che per eccellenza può essere svolto in questa modalità.

Con questa lettera aperta, vogliamo dirvi che siamo qui al vostro fianco, oggi ancora di più e vogliamo condividere con voi il nostro punto di vista.

Sappiamo che il cambiamento è inevitabile e che dovremo reinventarci. Proprio in questi tempi complessi riteniamo stia emergendo l’importanza e il fondamentale ruolo del digitale, dei suoi strumenti e della comunicazione stessa laddove è necessario rispondere con immediatezza e flessibilità.

Continuare a comunicare è, in un certo senso, garanzia di continuità aziendale.

Crediamo sia essenziale attivare un piano di comunicazione digitale a supporto della comunicazione offline, in questo momento di distanziamento sociale.

Quando parliamo di comunicazione ci riferiamo a quella esterna, rivolta ai propri clienti, fornitori e prospect, ma anche e soprattutto a quella interna. In un periodo di incertezze e sacrificio è quanto mai importante comunicare internamente per avvicinarsi ai propri collaboratori e rafforzare lo spirito di appartenenza ad un gruppo.

Un’azienda che assume tono di voce umano, empatico e misurato, dimostra grande senso di consapevolezza. L’azienda è fatta di persone ed è alle persone che deve rivolgersi con la sua comunicazione.

Siti web e social media rappresentano le piattaforme più funzionali per parlare con i propri stakeholder, ma richiedono un’implementazione attenta.

Occorre ridefinire i propri messaggi tenendo conto, oltre che del particolare momento storico, anche delle specificità di ogni piattaforma.

Come Webscriptum, ci mettiamo a vostra completa disposizione per studiare insieme gli strumenti digitali più idonei alla vostra realtà.

Cliccando qui troverete un breve elenco dei nostri servizi -di supporto- per dare una nostra risposta a questa emergenza: la sfida che ci attende è grande, a tutti noi è richiesto di rivedere il nostro modo di fare impresa.

Dobbiamo essere creativi, coraggiosi e visionari: è il modo in cui sceglieremo di reagire che farà la differenza!

Restiamo uniti anche se distanti,

noi comunque speriamo di rivedervi presto.

Team Webscriptum

Smart working: 6 tool per gestirlo al meglio

Ormai lo abbiamo capito: lo smart working è l’hot topic delle ultime settimane.

Coinvolge al momento centinaia di aziende e migliaia di lavoratori o professionisti, ma è ancora presto per sapere se diventerà una prassi consolidata nel medio-lungo termine.

Considerato il contesto socio-produttivo italiano, la sensazione è che lo smart working verrà utilizzato come misura straordinaria per far fronte all’emergenza Coronavirus, e che verrà quindi revocato con il ritorno alla normalità.

C’è, a dire il vero, anche molta confusione intorno al significato stesso di smart working, troppo spesso confuso con il semplice telelavoro.

Cos’è davvero lo smart working?

Alcuni lo chiamano lavoro da casa, altri lavoro a distanza. In realtà, lo smart working è una vera e propria filosofia manageriale in grado di rafforzare i concetti di collaborazione e responsabilità.

Lo smart worker sa quali sono gli obiettivi da raggiungere, è flessibile e autonomo nella scelta degli spazi e degli orari di lavoro e ha bisogno di sapere che l’azienda confida nella sua capacità di organizzare i propri impegni e limitare le distrazioni.

Il compito del datore di lavoro è quindi quello di distribuire correttamente i compiti e di mettere a disposizione dei dipendenti gli strumenti tecnologici adeguati.

Il focus è senza dubbio sulla necessità di comunicare e interagire a distanza con gli altri membri del team. Per fortuna, la tecnologia ci viene in aiuto con tutta una serie di piattaforme e strumenti utilissimi in caso di smart working.

Oggi vogliamo presentarvi i 6 tool secondo noi indispensabili per impostare un flusso di lavoro ben condiviso e organizzato.

Google Calendar

Le agende fisiche sono belle e pratiche, ma purtroppo non inviano reminder e c’è anche il rischio di dimenticarsele da qualche parte. Perché non preferire allora un calendario online consultabile in qualsiasi momento e da qualsiasi device?

Google Calendar potrebbe sembrare un banale calendario virtuale, ma è in realtà uno strumento fondamentale per buona organizzazione del lavoro. Su Google Calendar potrai inserire riunioni, appunti, segnare le assenze e condividere tutte queste informazioni con gli altri membri del team. Sì, perché il Calendar può essere condiviso e sincronizzato in tempo reale.

Skype e Hangouts Meet

Lo smart working dovrebbe prevedere un confronto periodico tra i membri del team, utile a valutare quanto è stato fatto e a stabilire i futuri step. E non dimentichiamo gli incontri con i clienti, anche questi opportunamente gestiti a distanza.

Esistono numerosi tool che consentono di svolgere meeting online. Due tra i più utilizzati e apprezzati sono senza dubbio Skype e Google Hangouts Meet. Entrambi consentono di effettuare chiamate o videochiamate di gruppo e offrono anche la possibilità di condivisione degli schermi. Tutto ciò di cui avete bisogno è una connessione stabile ad Internet.

Google Drive

Non esiste lavoro d’ufficio che non preveda la creazione e condivisione di un’elevata quantità di file. Grazie all’innovazione tecnologica degli ultimi decenni si è passati da ingombranti archivi a comodi hard disk esterni, ma c’è una soluzione ancora più comoda: il cloud di Google.

Google Drive permette di archiviare e condividere i file con tutto il team, che può lavorarli contemporaneamente tramite qualsiasi sistema operativo e anche dall’app. Ma non solo: è anche possibile creare nuovi documenti direttamente all’interno della piattaforma e osservare in tempo reale le modifiche apportate dai colleghi.

Trello

Quando si lavora a distanza, è fondamentale avere ben chiari gli obiettivi e i task necessari per raggiungerli. Questo vale a maggior ragione per chi lavora in team. Esistono numerosi strumenti che aiutano a gestire il flusso di lavoro, e Trello è senza dubbio uno dei più intuitivi e semplici da utilizzare.

Si tratta di un software per il task management che consente di creare più bacheche con diverse to-do-list per tenere traccia, giorno per giorno, di tutte le cose da fare. Le bacheche o to-do-list possono essere suddivise per progetto o per cliente e possono essere condivise con gli altri membri del team, invitandoli a partecipare tramite mail. Cliccando sul singolo task si apre la scheda dedicata da dove è possibile impostare scadenze e checklist, allegare file o inserire commenti.

Slack

Quante volte ci è capitato di fare avanti e indietro tra un canale di comunicazione e l’altro? Un aggiornamento su Dropbox, un task completato su Trello, un documento da aggiornare su Google Drive…e dopo neanche cinque minuti ci troviamo ad avere tante (troppe) finestre aperte sul desktop. Che casino! Ma se ci fosse uno strumento in grado di integrare tutti questi canali in un unico servizio?

Per nostra fortuna un tool del genere esiste e si chiama Slack. Per iniziare a sfruttare le potenzialità di questo straordinario strumento è sufficiente andare su Slack.com, creare il proprio team ed invitare i propri colleghi via email. A questo punto è possibile installare il tool sul desktop oppure proseguire con la versione web. Assolutamente consigliato per chi desidera semplificare il modo di comunicare, in ufficio o a distanza.

 

Forse conoscevi già questi strumenti.

In caso contrario, siamo felici di averti aiutato!

Ora non ti resta che provarli insieme al tuo team per scoprirne insieme tutti i vantaggi.

 

Debora,
Web Content Editor

Copywriting per B2B: come evitare banalità e frasi fatte

Scrivere per il web può sembrare semplice, ma non lo è affatto.

Non basta essere delle brave penne o avere creatività: la concorrenza sul Web è numerosa e spietata.

Migliaia di siti lottano per accaparrarsi l’attenzione dell’utente. Pochissimi la ottengono davvero.

E non bisogna fare l’errore di credere che l’obiettivo finale sia il click dell’utente sul nostro sito. Quello è solo l’inizio. Bisogna poi convincerlo a restare, a comprare, a scriverci. Insomma, bisogna convincerlo a compiere un’azione rilevante ai fini del nostro business.

In questo parleremo del problema numero uno del copywriting, la banalità, e ti daremo consigli utili per evitare le frasi fatte e scrivere contenuti che non facciano annoiare o scappare i lettori.

La SEO non basta

Si sente spesso parlare di SEO come se fosse la panacea di tutti i mali.

Sicuramente la SEO è la tecnica ideale per chi punta a migliorare il posizionamento – e quindi la visibilità – del proprio sito web. Ma fare SEO non basta. È fondamentale che i contenuti creati siano rilevanti e pertinenti non solo per la macchina, ma anche e soprattutto per l’essere umano che li dovrà leggere.

E, a dirla tutta, anche rilevanza e pertinenza spesso non sono sufficienti.

La banalità: il problema numero 1 del copywriting

Vorrei sottoporvi un piccolo test. Ripensate agli ultimi 4/5 siti che avete visitato di recente.

Se ci siete approdati dopo una query su un motore di ricerca, la buona notizia è che il contenuto del sito era rilevante e pertinente a ciò che stavate cercando.

Ora però vi chiedo (e siate onesti): erano interessanti? Erano originali? O sembravano piuttosto un insieme di frasi copia-incollate e tutte uguali?

Ebbene sì, spesso l’alto tasso di abbandono di un sito web dipende proprio dai testi banali e poco invitanti. Pensate a quante volte vi sarà capitato di leggere:

L’azienda XY è nata nel…

Siamo un’azienda leader nel settore XY.

Ci distinguiamo per efficienza, efficacia, qualità.

Che noia!

Ora invece chiedo a te che hai un sito web o pensi di crearne uno: non vuoi che gli utenti lo usino al posto della camomilla per conciliare il sonno, vero?

Ogni volta che una persona fugge dal tuo sito web, tu perdi l’opportunità di farle conoscere il tuo brand, i tuoi valori e la tua reputazione. Mandi insomma in fumo la possibilità di avvicinarti al tuo pubblico.

Per fortuna, scrivere testi ottimizzati e originali è possibile.

Facciamo un piccolo passo indietro. Quando possiamo dire che un testo è semplice e allo stesso tempo originale? Quando possiede tutte le informazioni necessarie e sufficienti per trasmettere il concetto in modo chiaro, bello ed efficace.

Bando alle ciance, quindi, e vediamo le regole principali da seguire per scrivere per il web in modo convincente e persuasivo.

  • No agli spiegoni

Gli spiegoni sono quei testi con cui si prova a dire tutto, finendo puntualmente per non dire niente. Aziendalese, anglicismi inflazionati (know-how, expertise), parole anonime (competenza, efficienza), ampollosità. Quasi come se si dovesse per forza riempire uno spazio.

Tutti questi elementi non solo complicano la lettura, ma non dicono niente della reale personalità dell’azienda. Chi mai direbbe di essere poco professionale o di avere poca esperienza nel settore?

Per il bravo copywriter, la sfida consiste nel rappresentare le peculiarità dell’azienda in un testo breve e allo stesso tempo chiaro, completo e originale.

Esempio:

✘ Siamo un’azienda leader nel settore XY.

✔ I nostri prodotti sono tra i più richiesti e tra i meglio recensiti sul mercato.

  • Fatti, non parole

Se i tuoi servizi hanno ricevuto il 95% di feedback positivi nell’ultimo anno, perché non dirlo?

Se la tua azienda detiene uno o più brevetti, perché nasconderlo?

Perché limitarsi a dire che l’azienda è puntuale e professionale quando si può fornire all’utente una prova concreta di ciò che si intende comunicare?

Numeri, testimonianze, brevetti e case study sono tra i migliori amici di un copywriter. Ricorda che l’utente va di fretta e ha poco tempo da dedicare ai tuoi testi. Deve poter trovare in fretta ciò che cerca, e questi elementi gli fanno risparmiare un sacco di tempo.

Esempio:

✘ Ci distinguiamo per efficienza, efficacia, qualità.

✔ Nell’ultimo anno abbiamo ridotto le defezioni del 20%.

  • Anche l’occhio vuole la sua parte

In un testo online, web writing e web design si completano e rafforzano a vicenda. Per essere “chiaro, bello ed efficace”, un testo deve necessariamente essere curato anche nella parte visual.

Ordina visivamente le informazioni con titoli, sottotitoli, elenchi puntati e link, usando diverse grandezze e diversi font (ma non più di due!). Prevedi paragrafi brevi, ognuno con poche parole chiave (magari grassettate) e con spazi bianchi a dividere le sezioni. Infine, completa le diverse sezioni con foto o video pertinenti e, se possibili, originali.

 

Hai visto che scrivere testi per il web non è facile come pensavi, e che il rischio di scadere in banalità o frasi fatte è sempre dietro l’angolo.

Raccogli fonti attendibili, pensa bene al pubblico target e allenati a scrivere testi completi, ma brevi e originali.

Esattamente come la scrittura, anche la creatività va esercitata!

 

Debora,
Web Content Editor

Antilingua, burocratese, legalese: come non comunicare

Nel 1965, in un articolo pubblicato sul Il Giorno, Italo Calvino denunciava l’utilizzo assai frequente di quella che lui stesso definì antilingua. Un concetto che, ci duole dirlo, è ancora molto attuale.

L’antilingua di Calvino

L’antilingua di Calvino è il linguaggio burocratico tipico dei Tribunali e della Pubblica Amministrazione, ma diffuso purtroppo anche in quei settori della comunicazione che dovrebbero privilegiare un linguaggio molto più chiaro e immediato: giornali, televisione, politica, sanità, uffici. È lo stesso Calvino a fornirci un perfetto – e molto comune – esempio di antilingua:

La scena descritta da Calvino è potente perché non si limita a fornire un esempio di antilingua, ma illustra anche il meccanismo che la genera.

Da una parte abbiamo il cittadino comune che parla in modo chiaro e senza una parola di troppo, dall’altra il brigadiere (o il burocrate) che aggiunge quanto più superfluo possibile. E così Stamattina diventa prime ore antimeridiane, vino diventa prodotti vinicoli e così via, trasformando il testo in un qualcosa di totalmente spersonalizzato e grottesco, per non dire incomprensibile.

Il perché? Probabilmente non lo sa nemmeno lui.

L’antilingua oggi

L’antilingua – o burocratese – è quindi un linguaggio artificiale, impersonale e freddo, usato molto più spesso per darsi delle arie che non per reale necessità comunicativa. Anche perché nella vita quotidiana non esistono situazioni che rendano necessario l’uso di una simile comunicazione:

Comunicazione in antilingua

Quanta pomposità per dire che i cani non devono entrare in acqua. Non sarebbe bastato un molto più immediato “Per motivi di igiene è vietato far entrare in acqua i cani”?

E quanto spesso ti capita di leggere messaggi del genere? Se ci pensi bene, è una sofferenza quasi quotidiana. L’antilingua è intorno a noi, parlata anche dai più insospettabili. La troviamo quando andiamo dal medico, al supermercato, a scuola o nella bottega sotto casa, pronta a confonderci e intimorirci con tutti quei si prega di, si avvisa la gentile clientela che, è fatto espresso divieto di.

Ma come mai noi italiani amiamo complicare volutamente la nostra lingua? Per il bisogno di voler apparire più colti e intelligenti, o per l’errata convinzione che l’antilingua conferisca un tono gentile al messaggio? O forse per una combinazione di entrambi?

Non lo sappiamo. Sappiamo però qual è il problema: se parli l’antilingua quasi nessuno ti capirà.

Nessuno scrive per se stesso, e se gli altri non ti capiscono è evidente che stai sbagliando qualcosa e che tutti i tuoi sforzi sono inutili.

Questo è ancora più vero se parliamo di copywriting e scrittura per il web. I lettori leggono i contenuti online in modo diverso da come leggono un romanzo o un giornale: pretendono chiarezza e brevità, e si stancano in fretta se faticano a ottenere le informazioni che stanno cercando.

Purtroppo per noi, l’antilingua calviniana non è l’unica esistente.

Dall’antilingua alle antilingue

Esiste qualcosa di più fastidioso dell’antilingua?

Sì, ed è l’abuso degli -ismi: neologismi, inglesismi, tecnicismi e arcaismi che appesantiscono il messaggio e ne complicano le operazioni di decodifica…ehm, volevo dire la lettura e la comprensione.

I primi due -ismi sono onnipresenti nel mondo del marketing e della comunicazione, dove frasi come “organizziamo il briefing prima di schedulare la call” sono all’ordine del giorno.

Anche ammesso che tu voglia a tutti costi sostituire l’inglese all’italiano quando non è affatto necessario, ricorda che all’infuori della tua cerchia di colleghi ben pochi ti capiranno.

Se spesso ti sembra che il cliente fatichi a seguirti e a capirti, forse è proprio perché fai uso – più o meno consapevolmente – delle antilingue. Non è meglio se parli come mangi, in modo da prevenire il rischio di incomprensioni ed evitare ripetizioni?

Semplificare fa bene a tutti.

L’anti-antilingua: come evitare di far scappare il lettore

Bene, abbiamo visto cos’è l’antilingua – o, per meglio dire, cosa sono le antilingue – e spiegato il perché non dovresti usarle.

Ora vediamo come puoi semplificare la tua comunicazione con pochi semplici accorgimenti, usando la vera lingua italiana e scegliendo parole comprensibili con un senso reale.

  • Lascia perdere gli -ismi: parla come mangi

    Sei un Chief Storyteller? O un Head Hunter?

    Figo! Però, per favore, quando comunichi con i clienti (o i parenti!) limitati a dire che sei un esperto di comunicazione digitale o un esperto di selezione del personale.

    Non stiamo dicendo che inglesismi e tecnicismi sono inutili o senza dignità, non fraintenderci. Ma sono quasi sempre superflui, usati in modo improprio e comprensibili solo a te – azienda o professionista – che li hai coniati.

    Se parli o scrivi in un italiano semplice e alla portata di tutti non solo eviti di fare errori, ma rendi il tuo messaggio comprensibile a tutti.

  • Ricorda per chi stai scrivendo

    È il lettore (o destinatario) il pezzo fondamentale del puzzle. Stai comunicando con lui e per lui, quindi devi tenere bene a mente il suo livello di conoscenza dell’argomento.

    Due avvocati che comunicano tra loro possono senz’altro permettersi di farlo in legalese (tecnicismi, forme impersonali, citazioni di norme). Ma se un avvocato deve spiegare l’esito di un processo a un cittadino comune digiuno di leggi e decreti, dovrà abbassarsi al livello di quest’ultimo e riformulare i concetti in una forma semplice e accessibile.

  • No all’impersonale

    È necessario, Si comunica, Ne consegue non sono altro che muri che costruiamo per distanziarci dal nostro interlocutore. Quasi come se non volessimo prenderci la responsabilità di ciò che stiamo dicendo.

    Siamo persone che parlano ad altre persone, quindi a che pro eliminare la persona dal messaggio?

    Non dire “Si comunica che l’attività è sospesa fino a nuova comunicazione”.

    Di’ “L’attività è sospesa fino a nuova comunicazione”.

    Sii semplice, chiaro e vai dritto al punto.

  •  Segui la regola SVO

    Altrimenti detta forma attiva. La costruzione Soggetto + Verbo + Oggetto è la più classica e comprensibile dell’italiano, motivo per cui non ha senso stravolgerla (esistono poche eccezioni). La forma passiva rende il testo impersonale e confonde il lettore, costringendolo a riordinare le parti della frase.

    Riapriremo dopo le feste” suona molto meglio di “Il negozio verrà riaperto dopo le feste”, non trovi?

  •  Verbi, non nominalizzazioni

    Le nominalizzazioni hanno lo stesso problema della forma passiva: rendono il contenuto impersonale e astratto. E non siamo noi a dirlo ma la Treccani, che non a caso le definisce «molto frequenti nel linguaggio burocratico, scientifico e in generale nei linguaggi tecnici e settoriali».

    Perché dire “Ho comprato delle forbici per la potatura delle piante” quando “Ho comprato delle forbici per potare le piante” è molto più diretto e immediato?

  •  Non limitarti a rileggere il testo: ascoltalo

    Esiste un test molto semplice che puoi fare per capire se il tuo testo è scritto in lingua o in antilingua: rileggerlo velocemente ascoltando con attenzione la tua voce.

    Questo duplice esercizio ti permette non solo di capire se quello che hai scritto è comprensibile a una prima lettura, ma anche di capire se suona bene.

    Capisci ciò che hai scritto solo rileggendolo più volte? Oppure perdi il fiato per la mancanza di punteggiatura? Male, perché significa che il tuo contenuto non funziona.

Ri-scopriamo la chiarezza

Abbiamo sempre la possibilità di essere chiari. Che si tratti di una partita o di una sentenza, di un film o di un bando regionale: nulla ci obbliga a utilizzare l’antilingua o il legalese. Proprio nulla.

Dobbiamo soltanto perfezionare la nostra capacità di metterci nei panni altrui o, nel caso specifico, di usare i nostri occhi e le nostre orecchie come se fossero quelli delle persone con cui stiamo comunicando. Solo così saremo in grado di capire se i nostri contenuti funzionano davvero o se al contrario sono fonte di confusione e grossi sbadigli.

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci (o stay tuned, se preferisci) perché nel prossimo parleremo di un altro grande problema del copywriting: i contenuti banali e infarciti di frasi fatte. Azienda leader del settore… hai presente? Ecco.

A presto!

 

Debora,
Web Content Editor

Startup e digital strategy: i casi Log-Inn e Log-Up

Nel corso degli ultimi anni, l’evoluzione delle tecnologie e le profonde trasformazioni avvenute nel mondo del lavoro hanno portato alla nascita di molte nuove imprese attualmente in fase di sviluppo. Le nuove imprese che si basano sull’innovazione tecnologica, sviluppano progetti innovativi e presentano un business model facilmente scalabile sono definite startup.

SITO WEB PER STARTUP: LE CARATTERISTICHE ESSENZIALI

L’obiettivo primario di chi fonda una startup è quello di attrarre tanto clienti quanto investitori: dotarsi di un sito web risulta quindi fondamentale per farsi conoscere e trovare su Internet da tutte quelle persone interessate al prodotto o servizio offerto. Tra le caratteristiche principali che un sito web pensato per incrementare la brand awareness di una startup dovrebbe presentare figurano senz’altro:

  • l’affidabilità dell’hosting e la velocità di caricamento del sito
  • il design semplice, professionale e mobile first
  • il focus su un obiettivo, un prodotto o un servizio in particolare che funga come base per lo sviluppo di un contenuto informativo mirato

Per questo motivo, affidarsi a professionisti del design è essenziale per avere un sito accattivante e funzionale che permetta di presentarsi sul mercato con un’immagine strutturata.

CASE STUDY: DEFINIZIONE E IMPLEMENTAZIONE DELLA STRATEGIA DI BRANDING E COMUNICAZIONE PER LOG-INN E LOG-UP

Log-Inn

Log-Inn (dalla contrazione di Logistic Innovation) nasce a fine 2018 dall’incontro di cinque aziende del territorio – Movinlog, Ingfor, L&O, Il Mondo, Gopura – specializzate in consulenza strategica e riconversione dei processi produttivi in chiave 4.0. Da subito, l’obiettivo primario di queste aziende è stato quello di sviluppare soluzioni innovative volte all’ottimizzazione dei processi produttivi, logistici e distributivi delle imprese che desiderano posizionarsi a un livello più alto all’interno del proprio mercato di riferimento.

Come agenzia di comunicazione, dallo scorso Ottobre siamo al fianco di Log-Inn per la definizione e l’implementazione di una digital strategy efficace, fondata sulle caratteristiche e sui valori distintivi della startup e rivolta al futuro. Per Log-Inn abbiamo realizzato un sito corporate one-page che l’utente può consultare con uno scroll verticale: un design particolarmente efficace in quanto pensato per essere altamente responsive e mobile first.

Per Log-Inn abbiamo inoltre ideato un payoff sintetico ma efficace (“Make the complex simple”) e creato il logo e gli strumenti di supporto con cui i partner della rete hanno partecipato all’ultima edizione del Richmond Logistics Forum di Gubbio: biglietti da visita, brochure aziendale e flyer con QR code legato ad una landing page. Il tutto con il duplice obiettivo di aumentare la brand awareness della startup e di sensibilizzare verso l’innovazione Made in Italy.

biglietti-da-visita-loginn

Biglietti da visita Log-Inn

flyer-loginn

Flyer Log-Inn

Log-Up

Log-Up (dalla contrazione di Logistic Upgrade) nasce a Febbraio 2019 da una rete formata da tre aziende del territorio – Movinlog, Ingfor e Netandwork – specializzate in consulenza strategica, riconversione dei processi produttivi in chiave 4.0 e fornitura di servizi Internet e di telecomunicazione in ambito B2B.

L’obiettivo primario di queste aziende è quello di rispondere a un’esigenza comune a numerose realtà: creare innovazione consapevole in ambito logistico. Una mission che si traduce nella fusione dei rispettivi valori e know-how in un’unica nuova realtà capace di semplificare dinamiche complesse, migliorando le performance aziendali dei propri clienti e monitorando in tempo reale i risultati ottenuti.

Dopo un’attenta analisi di elementi fondamentali come mercato di riferimento, target e competitor, abbiamo compreso l’importanza di creare un’immagine fresca e positiva per Log-Up, che rispecchiasse l’energia del gruppo e permettesse a quest’ultimo di presentarsi sul web in modo trasparente, professionale e strutturato.

In questo caso, la strategia di Web Scriptum si è basata su una narrazione incentrata non sul prodotto, quanto piuttosto sull’esperienza delle singole aziende che fanno parte della rete e sul valore aggiunto del servizio di consulenza targato Log-Up. Per rendere efficacemente la sapiente sinergia creatasi fra esperienza ed etica del lavoro abbiamo inoltre ideato un logo facilmente riconoscibile, un payoff chiaro e persuasivo (“A fianco di chi sceglie la strada dell’innovazione”) e un sito web one-page. Ciascun elemento della strategia di comunicazione da noi ideata ha contribuito a delineare l’immagine di una realtà giovane e innovativa, che ogni giorno contribuisce a creare innovazione consapevole per i propri clienti.

logo-logup

Logo Log-Up

I siti di Log-Inn e Log-Up, attualmente online, si rivolgono ad un target B2B. Il taglio stilistico conferito ad entrambi i siti si avvale di un mix di elementi grafici e animazioni realizzati su misura da Web Scriptum. Per quanto riguarda invece le scelte testuali, esse vertono verso un’unica direzione: trasmettere il messaggio che affidarsi a Log-Inn e Log-Up significa esaltare l’innovazione Made in Italy e compiere una scelta di valore, supportando ogni giorno la passione e l’impegno di consulenti e professionisti del settore della logistica.

 

Debora,
Web Content Editor

5 tipologie di siti web: quale scegliere?

Il termine “sito web” viene usato genericamente per indicare un oggetto composto da pagine web correlate tra loro e rintracciabile su Internet tramite i motori di ricerca. È, in sostanza, uno spazio sul web che un’azienda o un professionista possono sfruttare per presentarsi, esprimere idee, mostrare i lavori svolti o sponsorizzare i propri servizi.

È davvero indispensabile avere un sito web?

Sì. Forse sei ancora convinto che i mezzi di comunicazione offline portino più risultati rispetto al sito web, ma c’è un dato che non puoi ignorare: oltre 4 miliardi di persone navigano su Internet per reperire informazioni, comprare prodotti o leggere giornali online. Partiamo quindi da questo presupposto: i tuoi clienti sono (anche) su Internet. Questo non significa che devi smettere di usare i mezzi di comunicazione tradizionali o cartacei, ma soltanto che il tuo cliente potrebbe non accontentarsi più delle informazioni riportate sulla brochure aziendale.

L’utente moderno infatti non cerca informazioni, ma interazione. E per interagire con il cliente non basta scambiarci quattro chiacchiere davanti allo stand aziendale ad una fiera di settore. Includere il sito web nella strategia di comunicazione della tua azienda ti permette di incrementare la visibilità di quest’ultima e di acquisire e fidelizzare un maggior numero di clienti in minor tempo. Cerca quindi di sfruttare tutti i mezzi a tua disposizione per mantenere alto nel tempo l’interesse dei clienti nei confronti dell’azienda e dei prodotti o servizi offerti.

Qual è il sito web perfetto per te?

Ogni tipologia di sito web ha caratteristiche peculiari e funzionalità diverse. Prima di pensare a domini e certificati, poniti alcune domande: cosa vuoi ottenere sul web? Quali obiettivi vuoi raggiungere? A che tipo di clientela vuoi rivolgerti? Vuoi soltanto far conoscere l’azienda e i servizi, o ti piacerebbe sfruttare il sito anche come nuovo canale di vendita?

Ogni azienda è unica, e così anche il sito web deve rispettarne l’unicità. Nel corso degli anni, l’evoluzione del Web e lo sviluppo di nuove tecnologie hanno dato vita a diverse tipologie di sito web. Vediamo quindi quali sono le 5 principali tipologie di sito web che puoi scegliere per comunicare online con il tuo pubblico di riferimento:

1. Sito corporate

È senza dubbio la tipologia di sito più diffusa, usata dalle aziende per presentarsi e descriversi. È definito anche sito vetrina, proprio perché è come se fosse una sorta di vetrina online tramite cui l’azienda può esporsi e catturare l’attenzione degli utenti. Per questo è fondamentale che la grafica sia moderna, e il contenuto chiaro e aggiornato. Il sito corporate è in genere composto da più pagine: la homepage funge da riassunto dell’intero sito, mentre le varie pagine descrivono le singole sezioni in maniera più approfondita (per esempio “chi siamo”, “cosa facciamo”, “contatti”).

I siti corporate possono essere statici o dinamici. I siti statici sono formati da pagine indipendenti messe in relazione da un menu. Le pagine di un sito web dinamico sono invece entità “astratte”, nel senso che si limitano a mostrare contenuti – testuali e multimediali – ospitati su un database o CMS (Content Management System). I siti dinamici hanno il grande vantaggio di essere molto più facili da gestire e aggiornare, nonché più economici da realizzare.

Che un sito sia statico o dinamico, la sua efficacia nel trasmettere l’identità aziendale e potenziare il rapporto con i clienti dipenderà comunque dalla strategia comunicativa messa in atto. Per questo potresti scegliere di affiancare al sito web una landing page, un blog o un e-commerce a seconda che il tuo obiettivo ultimo sia generare nuovi contatti, informare o vendere prodotti online.

2. Landing page

La landing page è una pagina web – che può essere legata al sito aziendale oppure indipendente – sulla quale si vuole far “atterrare” gli utenti in situazioni specifiche. Viene utilizzata principalmente per anticipare un nuovo prodotto o servizio o per aumentare la brand awareness di un’impresa in prossimità di un evento importante. Per questo motivo la landing page è tra gli elementi chiave di una strategia di inbound marketing, in quanto è progettata specificamente con l’obiettivo di aumentare contatti, conversioni e vendite. Rappresenta, cioè, lo strumento ideale per convertire il visitatore in lead.

La differenza principale tra sito web aziendale e landing page è che quest’ultima deve necessariamente spingere l’utente a compiere un’azione (per esempio l’iscrizione a una newsletter o l’acquisto del prodotto o servizio presentato). Nel momento in cui l’utente compie l’azione designata, si parla di conversione.

Per convertire è indispensabile inserire sia una call-to-action chiara e stimolante, sia un modulo di contatto che permetta all’azienda di raccogliere i dati dell’utente. Altri elementi che aiutano a rendere efficace una landing page sono il design moderno, i contenuti di qualità e i bottoni social.

3. Portfolio

Il sito portfolio viene utilizzato da iberi professionisti e aziende per mostrare i progetti svolti. È una sorta di CV digitale e interattivo, diffuso prettamente in ambito creativo (lo usano fotografi, grafici, agenzie di comunicazione, designer, artisti). Presenta solitamente un contenuto semplice ma una grafica elaborata.

Può assumere la forma di un catalogo online se lo scopo è informativo, oppure può riportare le best practice con una piccola descrizione del processo creativo se lo scopo è catturare l’attenzione del potenziale cliente. Può inoltre essere composto da un’unica pagina, oppure includere un menu semplice e limitato che riporti anche una breve biografia o panoramica dell’azienda e una descrizione dei servizi offerti.

4. Corporate blog

Si tratta di una sorta di magazine online il cui scopo primario è quello di informare gli utenti tramite la creazione e pubblicazione di articoli legati all’azienda o al settore di riferimento (per esempio news su eventi a cui l’azienda partecipa, presentazione di nuovi prodotti, annunci di nuove partnership).

La cosa peggiore che un’azienda può fare è creare un blog pur sapendo di non avere tempo e risorse sufficienti per mantenerlo attivo. Se scegli di creare un blog da affiancare al tuo sito web, assicurati di aggiornarlo spesso e di avere in azienda un Content Editor in grado di curare la forma e il linguaggio degli articoli.

Per rendere più semplice la consultazione degli articoli, opta per un’esposizione a cascata che mostri gli articoli in ordine cronologico o, ancora meglio, per un menu che permetta di raggrupparli in categorie. Infine, per stimolare l’interazione tra azienda e utenti/clienti permetti a quest’ultimi di commentare e di condividere gli articoli sui principali social network.

5. E-commerce

Questa tipologia di sito è dedicata alla vendita online di prodotti e servizi. La struttura e la grafica del sito variano solitamente in base al numero di prodotti in vendita e alla tipologia di venditore. Un piccola azienda che produce e vende una sola linea di prodotti di nicchia opterà probabilmente per un sito web completo in cui all’e-commerce si affiancano pagine dedicate alla storia dell’azienda e all’evoluzione del prodotto, e punterà su uno stile comunicativo emotivamente coinvolgente. Una grande azienda con un catalogo prodotti molto ricco (per esempio IKEA) o un rivenditore potrebbero invece optare per un sito più “freddo” e commerciale. In entrambi i casi, un elemento che non può mancare è il carrello elettronico, l’elemento che contraddistingue il percorso che guida l’utente fino alla fase finale di acquisto.

I siti di e-commerce vengono gestiti tramite una piattaforma comprendente un pannello di amministrazione. Questo permette all’azienda o al rivenditore di controllare tutto il processo di vendita, gestire il magazzino prodotti, fatturare ai clienti, impostare offerte o pacchetti e ricavare dati su vendite e clienti. Può essere un sito tanto semplice quanto estremamente complesso, in quanto può essere arricchito da un’infinità di funzionalità e plugin. In ogni caso, i vantaggi sono pressoché immediati: i costi di gestione sono più bassi rispetto a un negozio fisico, la vendita è continua e le informazioni ricavate permettono di modificare e aggiornare efficacemente l’offerta in base ai bisogni e alle preferenze degli utenti.

Hai le idee più chiare?

Ricapitolando: un sito corporate è perfetto per le aziende che vogliono far conoscere la loro storia e i prodotti o servizi che offrono; la landing page è l’ideale per le aziende che desiderano anticipare un nuovo prodotto o servizio e che puntano ad ottenere nuovi contatti (lead); il portfolio è indicato per chi vuole mostrare le proprie abilità e competenze tramite la presentazione dei lavori già svolti; il corporate blog punta a far avvicinare gli utenti al tuo business; infine, l’e-commerce è perfetto per chi vuole aprire un nuovo canale di vendita. Scegli il sito che si adatta meglio non solo al tuo business, ma anche ai bisogni e alle esigenze della tua clientela di riferimento.

Ricordati però che per poter creare un sito professionale e al passo coi tempi è necessario non solo possedere competenze tecniche, ma anche aver ben chiara la strategia comunicativa che si andrà a perseguire. Se non disponi di competenze tecniche o strategiche sufficienti puoi affidarti ad una web agency: questa ti aiuterà a curare l’immagine online della tua azienda analizzando settore e clientela di riferimento, creando contenuti originali e risolvendo velocemente eventuali problemi tecnici.

Hai ancora dubbi? Contattaci, ti aiuteremo a definire la strategia comunicativa e la tipologia di sito più indicate per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Perché le PMI dovrebbero investire nel digitale

La comunicazione digitale

La comunicazione digitale può essere definita come l’insieme delle attività di creazione e diffusione dei contenuti – sia testuali che multimediali – attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Stando ai dati del Rapporto sulla Conoscenza 2018 (Istat), attualmente solo 7 imprese italiane su 10 dispongono di un sito web e solo 4 su 10 utilizzano almeno una piattaforma social per obiettivi di interazione, acquisizione e fidelizzazione.

Il problema della scarsa presenza online riguarda, com’è intuibile, soprattutto le PMI. I piccoli imprenditori infatti difficilmente riescono a sfruttare a pieno le potenzialità delle nuove tecnologie, a causa sia della minor disponibilità di risorse umane e finanziarie, sia del persistere di una cultura imprenditoriale che ancora fatica a comprendere il ruolo del cliente-utente moderno e a riconoscere i vantaggi ottenibili da una gestione strategica degli strumenti web 2.0.

La maggior parte delle PMI continua a investire quasi unicamente nei canali tradizionali, una strategia che non paga se consideriamo che l’83% delle aziende italiane fallite nel 2013 non era sul Web.

Perché è importante la comunicazione digitale?

I dati sopracitati risultano ancora più sconfortanti se messi in relazione con quelli presentati nel report Digital Italia 2018, realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite: il 73% degli italiani naviga frequentemente su Internet, il 57% è attivo sui social media e l’online si trova al secondo posto nella lista dei canali pubblicitari che spingono gli utenti ad acquistare un dato prodotto o servizio (preceduto solo dalla televisione).

Ne deriva che per le imprese essere presenti su Internet non è più solo un’opportunità, ma una necessità. E non è più nemmeno sufficiente essere presenti: bisogna essere visibili, cioè strutturare un approccio Inbound che porti alla creazione di contenuti mirati in grado di intercettare l’interesse di un determinato pubblico di potenziali clienti. In questo modo, sarà l’utente interessato a contattare l’azienda, non viceversa.

Investire nella comunicazione digitale – che avvenga tramite sito web, marketplace o social network – porta quindi enormi vantaggi alle aziende, PMI incluse.

8 motivi per cui le PMI dovrebbero investire nella comunicazione digitale

Vediamo gli 8 principali vantaggi che le PMI possono trarre dall’implementazione di un’efficace strategia di comunicazione digitale:

1. Brand awareness: sfruttare strategicamente e sinergicamente i canali digitali ti permette di potenziare la visibilità online e la brand awareness della tua azienda. In questo modo essa sarà la prima alternativa che verrà in mente a quella fetta di consumatori interessati al prodotto o servizio offerto

2. Maggiore competitività: molti dei tuoi competitor probabilmente non hanno né un sito web né un profilo sui principali social network. Se inizi a comunicare online prima di loro potrai raggiungere più clienti potenziali, incrementando le opportunità di business e guadagnando un importante vantaggio competitivo.

3. Presenza multichannel e cross-device: gli utenti cercano informazioni usando dispositivi e canali differenti. È quindi necessario definire una strategia digitale che tenga conto delle caratteristiche dei diversi canali utilizzati dall’utente e del suo customer journey. Va inoltre ricordato che un sito web genera spesso benefici anche per i canali offline.

4. Migliore profilazione: il Web mette a disposizione delle imprese una quantità maggiore di strumenti per la profilazione dell’utenza che consentono di creare offerte e contenuti mirati e di comunicarli all’utente giusto nel momento giusto.

5. Ottimizzazione dei costi: profilare correttamente ti permette di focalizzare le risorse su un target specifico che porterà risultati concreti, evitando spese inutili. Inoltre, la pubblicità sul web è spesso più economica di quella realizzata tramite i canali tradizionali.

6.Opportunità di business globale: il web abbatte le barriere spaziali e temporali. Una presenza strategica sul web ti permette di far conoscere la tua azienda anche all’estero (a questo proposito si consiglia di tradurre e indicizzare il sito web in almeno una lingua straniera). Così potrai ampliare il tuo portafoglio clienti e dar vita, se lo desideri, a un progetto di internazionalizzazione.

7. Interazione: grazie ai media digitali potrai interagire direttamente con gli utenti in modo amichevole e informale. Questo ti permetterà di coinvolgerli nel processo di creazione dell’offerta e di fidelizzarli. Potrai inoltre sfruttare tipologie di comunicazione digitale innovative e interattive come la realtà aumentata e la grafica 3D.

8. Misurazione dei risultati: a differenza dei canali tradizionali, i canali digitali mettono a disposizione delle imprese un’infinità di tools grazie ai quali potrai ricavare dati precisi e gestire accuratamente il tuo budget, massimizzando il profitto. I dati ti aiuteranno inoltre a capire se la strategia implementata necessita di modifiche o miglioramenti.

A che punto è la tua impresa?

In base a quanto detto risulta evidente che l’imprenditore che rifiuta di investire nella comunicazione online fa un favore alla concorrenza.

Possiamo quindi concludere che la comunicazione online è essenziale per le PMI e che risulta efficace se dice al mercato in maniera chiara, trasparente e persuasiva esattamente ciò che quest’ultimo vuole sapere.

La tua impresa è presente sul Web? Oppure non ha ancora un sito e non è attiva sui social, ma credi sia giunta l’ora di proiettarla nel futuro sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie? Contattaci! Web Scriptum ti aiuterà a definire una strategia di comunicazione online su misura per la tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor

Il catalogo aziendale: uno strumento fondamentale per il tuo business

Indipendentemente dal tipo di azienda o dal settore di appartenenza, il catalogo aziendale rappresenta ancora oggi uno strumento di comunicazione e di vendita estremamente efficace il cui scopo primario è presentare i prodotti dell’impresa in maniera precisa, dettagliata e graficamente ordinata. Il catalogo non va quindi confuso con altri strumenti pubblicitari – brochure, dépliant, pieghevoli o manifesti – creati per scopi completamente differenti, quali la presentazione di servizi e offerte o la promozione di nuovi prodotti.

Il catalogo come strumento di relazione tra impresa e clienti

Oltre alla presentazione dei prodotti, un catalogo aziendale ben pianificato e visivamente curato può apportare benefici aggiuntivi all’azienda, uno su tutti il rafforzamento dell’identità del brand e della relazione tra impresa e clienti. Basti pensare al catalogo IKEA – nato nel 1951 e pubblicato ogni anno in 27 lingue e oltre 200 milioni di copie – il cui successo risiede nel presentare non mobili o accessori, ma vere e proprie storie di vita, di famiglia, di amicizia (tanto che tutti i prodotti hanno nomi derivanti da persone, luoghi, modi di vivere ed altri elementi tipici della cultura svedese). IKEA ha fatto del catalogo aziendale un mezzo talmente potente che pare vanti addirittura numerosi collezionisti.

Non bisogna però fare l’errore di credere che il catalogo funzioni solo per le grandi aziende: anche le piccole realtà possono sfruttare questo strumento per soddisfare le esigenze informative dei clienti e rafforzare la propria immagine aziendale. Un buon catalogo trasmette infatti un senso di professionalità, serietà e corretta organizzazione. Ciò è ancora più vero in ambito B2B, dove il catalogo resta una risorsa di grande valore non ancora sostituibile da altri strumenti di comunicazione.

Come creare un catalogo aziendale bello e funzionale agli obiettivi?

Perché il catalogo aziendale risulti efficace – perché, cioè, attragga l’attenzione del potenziale cliente e lo convinca a comprare dall’azienda – è necessario che rispetti tre caratteristiche principali: struttura informativa e grafica ordinata, foto di elevata qualità e testi precisi. Le aziende presenti su Internet possono inoltre rendere il proprio catalogo consultabile e scaricabile direttamente dal proprio sito web.

Va da sé che spesso le piccole aziende non hanno gli strumenti o il personale adeguato per dar vita ad un prodotto così complesso in cui anche la tipologia della carta, i colori e le rifiniture giocano un ruolo fondamentale. Che fare, quindi? La scelta migliore è quella di affidarsi ad un’agenzia di comunicazione, ossia ad una realtà capace di riunire in un unico prodotto l’aspetto estetico, quello funzionale e quello rappresentativo dell’unicità dell’azienda e dei suoi prodotti.

In Web Scriptum realizziamo cataloghi accattivanti, coerenti con l’immagine aziendale, facilmente consultabili su Internet e scaricabili tramite QR code (scopri di più). Sei interessato? Contattaci! Non vediamo l’ora di scoprire di più sulla tua azienda.

 

Debora,
Web Content Editor