Dai Navigli che la trasformarono nella città della moda, al Cardinale che aprì la cultura a tutti molto prima di internet.
L’edizione natalizia del Webcultura/> 2025 ci ha portato a Milano, in un mix di storia, arte e design che ci ha dato un boost di creatività, grazie ai grandi maestri del passato.
Continua a leggere l’articolo e lasciati ispirare dal nostro viaggio.
Sommario
ToggleUn tuffo nel ducato di Francesco: il Castello Sforzesco
Auricolari alle orecchie scopriamo che, proprio sotto gli Sforza, Milano è diventata la città della moda. Come? Grazie al sistema dei Navigli che la collegava ai fiumi Ticino e Adda, permettendo l’arrivo di seta, marmo e vetro da tutta Italia. Impressionante vero?
Nella nostra visita abbiamo un simpatico e silenzioso accompagnatore: una serie di araldi che raffigurano un serpente intento a ingoiare un fanciullo.
Si tratta del Biscione, simbolo delle casate che hanno attraversato la città. Per quanto Visconti e Sforza abbiano modificato la struttura del castello e della città nel corso dei secoli, il simbolo araldico milanese non è mai stato toccato nella sua forma. Ancora oggi brand e squadre di calcio utilizzano il Biscione nella loro brand identity, a conferma del suo radicamento nel territorio.
Viene da chiedersi: ma i loghi di una volta, gli araldi, erano così versatili? A quanto pare sì. Mantenere intatta la simbologia locale valeva molto più di qualsiasi firma familiare.Una strategia di marketing territoriale che, ancora oggi, premia chi sa parlare la lingua del proprio territorio.
Questa domanda ci accompagna verso l’altra tappa: la Pinacoteca Ambrosiana.
Borromeo, il Cardinale devoto alla cultura e all’arte
Lo sapevate che Federico Borromeo era un topo di biblioteca?
Noi lo abbiamo scoperto nella seconda tappa del nostro viaggio: la Pinacoteca Ambrosiana.
A pochi passi dal Castello Sforzesco ci aspettavano Leonardo, Caravaggio, Raffaello e tanti altri all’interno della collezione della Pinacoteca Ambrosiana, selezionata dal Cardinale in persona. Nasce come naturale completamento della Biblioteca, con l’intento di creare un polo culturale che unisce i vari ambiti del sapere e delle arti visive.
Un sapere per tutti, non elitario: fu una delle prime al mondo ad aprire le sue porte a chiunque sapesse leggere e scrivere. Un luogo di dialogo tra diverse culture, nato per essere patrimonio condiviso.
Con i nasi all’insù circondati da tantissimi libri, ci spostiamo all’interno della sezione adibita alla mostra, che vanta, tra le tante meraviglie, il Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci.
Qui abbiamo raccolto le opere che ci hanno colpito di più:
Caravaggio
“La Canestra di Frutta” possiede tutta la potenza dell’arte di Caravaggio. Nella frutta, danneggiata e integra al tempo stesso, traspare il tema della coesistenza nella vita di ogni individuo, di morte, di bellezza e tragedia.
Jan Brueghel
“Vaso di fiori con gioiello, monete, conchiglie” di raffigura un centinaio di specie di fiori diverse, finemente dettagliate. Tra gli iris, le rose e i garofani si intravede un piccolo diamante alla base del vaso. Curiosità: il pittore si recò in Olanda per dipingere dal vivo molte specie rarissime di fiori che compaiono nel dipinto.
Gloria agli anni Sessanta!
Per il pranzo veniamo catapultati dritti in uno spot degli anni Sessanta. Siamo da Gloria Osteria, in zona Brera. L’atmosfera è frizzante, illuminata da meravigliosi lampadari in vetro di Murano e impreziosita da specchi e led rosa.
Siamo tutti contagiati dall’euforia prefestiva e felici di condividere questi momenti fuori dall’ordinario. Dalle ricette italiane arricchite da creative suggestioni gastronomiche fino ad arrivare al servizio dedicato, rendono il pranzo memorabile.
Un’altra cosa che non dimenticheremo facilmente sono le toilette, dove specchi e led continuano a essere protagonisti.
Cosa ci portiamo in agenzia?
Molto spesso la genialità dietro a opere come “La Canestra di Frutta”, il “Codice Atlantico” o persino nei bagni di Gloria, non sta tanto nel ritrarre o descrivere qualcosa di straordinario, quanto nel saper riconoscere, nell’ordinario, un potenziale creativo unico.
In un attimo un cesto di frutta, le ali degli uccelli o un’azienda familiare accende una visione nuova, moltiplicata in mille forme, come in un caleidoscopio.
È questo che fa la creatività. È questo che facciamo anche noi, in agenzia, ogni giorno.