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Social media marketing: perché è importante e i trend del 2019

Oltre 3 miliardi di persone usano frequentemente i social media per condividere foto e video, informarsi su nuovi prodotti e servizi, interagire tra di loro e con i brand. E questo numero cresce di anno in anno, a dimostrazione che i social media non sono affatto un fenomeno passeggero.

I grandi marchi sperimentano già da anni i benefici che il corretto utilizzo di questo nuovo canale di comunicazione (e di vendita) è in grado di apportare alla strategia di marketing globale dell’azienda. Al contrario, molte piccole e medie imprese tuttora faticano a comprendere a pieno le potenzialità di questo strumento in termini di brand awareness, interazione con l’utenza, lead generation e opportunità di vendita. Spesso per pura diffidenza (Mi serve davvero una presenza sui social?), altre volte perché non dispongono di risorse umane e finanziarie sufficienti per gestirne internamente le logiche, faticando quindi a capire quali contenuti pubblicare o a quale target audience rivolgersi.

Numerosi studi dimostrano comunque che l’implementazione di una strategia di social media marketing ben pianificata risulta vantaggiosa per pressoché tutte le aziende che ne fanno uso. La risposta quindi è sì, alle aziende serve davvero una presenza sui social. Non esiste, però, una ricetta universale per il successo: perché il loro utilizzo sia efficace è necessario che le imprese individuino correttamente gli obiettivi da raggiungere e le piattaforme più adatte alla concretizzazione di tali scopi.

Perché le aziende dovrebbero realizzare una strategia di social media marketing

I vantaggi che le imprese possono ottenere dallo sviluppo di una strategia di social media marketing efficace sono numerosissimi: dalla riduzione dei costi pubblicitari rispetto ai media tradizionali alla possibilità di ottenere dati e statistiche in tempo reale, dal miglioramento della brand awareness all’opportunità di stipulare partnership esclusive. Vediamo più nel dettaglio i tre principali vantaggi derivanti dall’implementazione di una strategia di social media marketing:

  • I social media forniscono informazioni sull’audience. I social media sono senza dubbio lo strumento che meglio permette all’azienda di interagire con la propria clientela attuale e potenziale. Comunicare in modo autentico con i propri utenti e studiarne l’online behavior consente di ottenere informazioni preziose sui loro comportamenti di acquisto, e non solo. Sempre più consumatori, in particolare i millennials, scelgono i marchi anche in base alla sensibilità che questi mostrano nei confronti di temi delicati quali la tutela della salute e dell’ambiente, la parità di genere e la lotta a vari tipi di discriminazione. Anche questi sono insight preziosi che dovrebbero essere tenuti in considerazione nella fase di definizione della strategia di social media marketing, specie da quelle aziende che puntano ad incrementare la brand loyalty (cioè la fedeltà degli utenti al marchio) nel medio-lungo termine. Capire a fondo i bisogni, i valori e i desideri della propria target audience è il punto di partenza per creare contenuti mirati e di qualità, e generare così un maggior numero di conversioni.
  • La social media strategy migliora il posizionamento SEO. Non lo ripeteremo mai abbastanza: l’elemento principe della SEO è il contenuto. Questo però non significa che vadano tralasciati i numerosi altri fattori che contribuiscono ad ottimizzare correttamente il sito web e ad aumentare la brand awareness del brand. Tra questi figura anche il traffico inbound generato dai social media. Una strategia di social media marketing efficace, cioè basata su contenuti creati ad hoc per una specifica target audience, genera traffico di valore verso il sito web, migliorando la visibilità di quest’ultimo nei motori di ricerca.
  • I social impongono un’assistenza clienti continua. Rispondere tempestivamente ai messaggi ricevuti sui social non è più optional per le aziende, ma una necessità. Gli utenti interagiscono con i brand sia online che offline e in qualsiasi momento, determinando un’esperienza multicanale complessa e senza soluzione di continuità. Per questo, che si tratti di chiedere semplici informazioni o di segnalare una problematica relativa a un prodotto o servizio, gli utenti si aspettano dalle aziende risposte veloci, precise e comprensive. Integrare i canali social nella strategia di Customer Care permette quindi alle aziende di dimostrarsi più vicine ai propri clienti, e di raccogliere opinioni e suggerimenti relativi ai prodotti e servizi offerti.
Quante aziende usano i social media in Europa?

Uno studio dello scorso anno, riferito al 2017, mostra che il 47% delle aziende europee era presente su almeno un social media. Al primo posto l’Islanda con il 79% delle imprese che possedevano un account social, mentre all’ultimo posto la Polonia con il 24%. Il 45% delle aziende europee ha fatto uso di social network come Facebook o LinkedIn. L’uso di piattaforme destinate alla condivisione di file multimediali (per esempio Instagram e YouTube) ha raggiunto il 16%, mentre le piattaforme di blogging o microblogging (per esempio Twitter) sono state utilizzate dal 14% delle imprese.

In Italia, il 42% delle aziende ha usato i social network per connettersi con clienti e collaboratori, mentre solo una su quattro ha utilizzato piattaforme per condividere foto e video e solo una su otto ha sfruttato le potenzialità di Twitter. I dati, se pur non particolarmente esaltanti, mostrano comunque un miglioramento rispetto al 2013, quando solo il 36% delle aziende europee aveva una pagina social e solo il 10% faceva uso di Instagram e YouTube.

Gli obiettivi principali per cui le aziende europee hanno sfruttato i social media nel corso dello stesso anno erano: brand awareness (nel 40% dei casi), interazione con l’utenza (27%) e recruiting (9%).

I social media sono strumenti complessi e la difficoltà della loro gestione risiede soprattutto nella loro continua evoluzione, che impone ai professionisti di aggiornare costantemente le loro conoscenze e competenze.

7 social media trend a cui prestare attenzione nel 2019

Sono stati moltissimi i cambiamenti introdotti nel panorama social fino ad oggi, ed è praticamente impossibile prevedere come queste piattaforme continueranno ad evolvere nei prossimi anni. È probabile che il 2019 vedrà il sorgere di nuove tendenze, nonché l’affermarsi di numerose tendenze già introdotte lo scorso anno. Vediamo i 7 trend più significativi con cui le aziende dovranno confrontarsi nel corso dei prossimi mesi:

1. Social listening

Fare social listening significa monitorare costantemente le conversazioni online (pubblicate su social media, blog, forum e altri siti) che ruotano intorno al nostro settore, brand o prodotto/servizio. In sostanza: ascoltare gli utenti dare credito agli spunti e ai suggerimenti che possono offrirci.

Un cliente che non lascia una recensione sulla pagina Facebook dell’azienda potrebbe comunque decidere di condividere la sua opinione su un blog o forum esterno. Per questo motivo è indispensabile che l’azienda monitori le opinioni degli utenti per gestire la propria reputazione online, migliorare il servizio clienti e incrementare le opportunità di lead generation e social selling. Considerando l’abitudine ormai consolidata degli utenti di pubblicare recensioni e condividere opinioni online, il social listening è una pratica destinata ad acquisire sempre più importanza.

2. Personalizzazione dei contenuti

Personalizzare i contenuti in base ai comportamenti online degli utenti è ormai un imperativo per qualsiasi azienda che desideri mantenere una certa competitività in un mercato ormai saturo di informazioni, offerte e advertising. Uno studio recente mostra che ogni minuto:

  • 293 mila status e 510 mila commenti vengono pubblicati su Facebook
  • oltre 46 mila foto vengono pubblicate su Instagram
  • più di 120 professionisti si iscrivono a LinkedIn
  • oltre 4 milioni di video vengono visualizzati su YouTube
  • 456 mila tweet vengono condivisi

Ciò significa che social e imprese hanno a disposizione un’enorme quantità di dati relativi al comportamento online degli utenti, che vanno dalle opinioni condivise ai link cliccati, dai siti visitati a alla cronologia degli acquisti, dalle ricerche effettuate alle preferenze mostrate. Sono dati come questi che consentono a Netflix di suggerire show simili a quelli già visti, e ad Amazon di mostrare prodotti “consigliati” in base a quelli già acquistati. Certo a molti utenti non fa molto piacere sapere che social e aziende hanno tutte queste informazioni su di loro, ma si tratta, tutto sommato, del prezzo da pagare per poter ottenere un beneficio tanto grande come quello della personalizzazione dell’offerta.

3. Video marketing e live streaming

Nel 2018, il video marketing ha ottenuto un successo senza precedenti. I video conquistano gli utenti grazie alla loro immediatezza e autenticità. Talmente tanto che pare costituiscano l’80% del contenuto online che consumeremo quest’anno. Nel 2019, molti brand che ancora non hanno fatto grande uso di video inizieranno a sfruttarli, in modi diversi a seconda della piattaforma utilizzata. In particolare, acquisiranno sempre maggiori importanza i video live – da sempre utilizzati su YouTube e di recente arrivati anche su Facebook e Instagram IGTV – e il formato verticale, ideale per l’advertising e per la fruizione da mobile. Meglio i video corti o lunghi? Spetta naturalmente alla singola azienda il compito di svolgere un’analisi accurata per capire quali tipologie di video funzionano meglio con il proprio pubblico.

4. Realtà aumentata

Le piattaforme social sfrutteranno questa tecnologia con l’obiettivo di facilitare la customer experience e di trattenere l’utente sulla piattaforma il più a lungo possibile. Colossi come Facebook e Instagram stanno già investendo moltissimo in questo campo, lavorando soprattutto sull’introduzione di annunci che sfruttino la realtà aumentata per migliorare le esperienze di social commerce.

I brand puntano invece sulla realtà aumentata per incrementare la customer satisfaction e le vendite. Dare all’utente la possibilità di provare virtualmente un paio di occhiali o un rossetto prima dell’acquisto – come hanno fatto rispettivamente Michael Kors e Sephora – personalizza l’esperienza e spinge l’utente a comprare.

5. Micro-influencer e nano-influencer marketing

Gli influencer sono ormai diventati un vero e proprio social media trend che fa discutere, sia in positivo che in negativo. Vengono ormai ingaggiati da aziende di ogni tipo, settore o dimensione, nonostante i risultati concreti dell’influencer marketing siano spesso incerti e difficili da misurare.

Mentre i grandi brand possono permettersi di ingaggiare macro-influencer – ossia celebrità con centinaia di migliaia o addirittura milioni di followers – le aziende più piccole in cerca di alternative meno dispendiose stanno puntando sempre di più sui micro-influencer, ossia blogger che contano tra i 100 e i 500 mila followers, e i nano-influencer, ossia coloro seguiti da un massimo di 10 mila followers. In verità non si tratta solo di spendere meno, ma anche di compiere una scelta strategica: le personalità meno seguite godono di maggiore trasparenza e credibilità da parte dei followers, e proprio per questo registrano tassi di coinvolgimento molto più elevati (fino all’8,7%, rispetto all’1,7% delle celebrità).

6. Messaggistica e chatbot

Le app di messaggistica istantanea hanno raggiunto due miliardi di utilizzatori nel 2018 e diventeranno ancora più popolari nel corso di quest’anno, anche grazie allo scandalo Cambridge Analytica e alla percezione, diffusa tra gli utenti, che i propri dati personali siano poco protetti sui social networks. Questi nuovi canali di comunicazione fanno parte, insieme alle e-mail, del cosiddetto dark social: un terreno ricco di opportunità che vanno ben oltre il semplice scambio di messaggi. Molte di queste app – tra cui WhatsApp e Facebook Messenger – hanno infatti implementato nuove funzionalità, tra cui figurano le Stories e i chatbot adibiti al servizio clienti e al social commerce. Le aziende che riusciranno a sfruttare queste app anche per l’advertising guadagneranno un vantaggio competitivo enorme sulla concorrenza, in quanto saranno in grado di raggiungere direttamente la domanda, evitando la dispersione del messaggio pubblicitario.

7. Tempestività

I social media non dormono mai: gli utenti interagiscono tra di loro, chiedono informazioni e acquistano continuamente. E si aspettano che le aziende siano in grado di soddisfare i loro bisogni in qualsiasi momento. Tendenze già esistenti come l’assistenza continua, l’uso dei sopracitati chatbot, il monitoraggio costante e la vendita in tempo reale si rafforzeranno, andando a delineare una tipologia di marketing incentrata sulla comunicazione non-stop e in tempo reale.

Da dove partire, quindi?

È evidente che tutti questi trend rimarcano l’importanza dello sviluppo di una relazione tra brand e consumatori fondata su fiducia, trasparenza e personalizzazione dell’online experience. Per “sopravvivere” in un contesto tecnologico sempre più competitivo, le aziende dovranno investire tempo e soldi nell’analisi dell’utenza e nello studio delle nuove piattaforme e tecnologie. Parola d’ordine: sperimentare, sperimentare e sperimentare ancora. E monitorare accuratamente i risultati di ogni strategia messa in atto. Solo così si potranno individuare quelle che realmente funzionano.

 

Debora,
Web Content Editor
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